Sicurezza
«Molti di loro andranno in pensione da precari»
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Cristina ZiniZini (Cisl): «In provincia 371 posti potrebbero essere ricoperti a tempo indeterminato»
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MONTECATINI. Un sistema scolastico basato sui precari. Su centinaia di insegnanti che anno dopo anno elemosinano un posto a tempo determinato e fino all'ultimo non sapranno quanto lavoreranno. «Convivono con l'ansia di avere un posto - commenta Franco Buralli, Cgil scuola -. Ma molti di loro andranno in pensione ancora da precari». I tagli della riforma Gelmini hanno messo in ginocchio un sistema scolastico già fragile: secondo i dati Cisl quest'anno nella provincia di Pistoia si perderanno 76 posti a tempo determinato. Settantasei supplenti che a causa del taglio degli organici non troveranno un'altra collocazione. «Non finisce qui purtroppo - afferma Maria Cristina Zini, segretaria regionale Cisl scuola -. Nella nostra provincia ci sono 371 posti che potrebbero essere ricoperti da insegnanti a tempo indeterminato: 53 nelle scuole di infanzia, 48 in quelle primarie, 87 nelle medie, 115 nelle superiori e 65 come docenti di sostegno. Ma con i tagli che ci sono stati siamo riusciti a coprire solo 76 posti. Circa il 20%. Significa che gli altri 295 posti che dovrebbero spettare a insegnanti di ruolo verranno coperti grazie alle supplenze». Una riforma che anche la Cgil condanna senza mezzi termini: «Tagli fatti senza la minima riflessione - commenta Buralli - che hanno creato una situazione di grande degrado. Ci sono docenti che hanno un'esperienza anche di 15-20 anni ma che ogni anno sono costretti a sperare in qualche ora di insegnamento. Tutte persone che potrebbero essere regolarmente stabilizzate e che invece sono costrette ad andare avanti a forza di supplenze». Eppure almeno a Pistoia le nomine vengono fatte in tempo: «Questo è l'unico lato positivo - afferma Zini - Nonostante i tempi siano molto ravvicinati la provincia di Pistoia riesce a nominare gli insegnanti già questa settimana. Firenze invece è ancora in alto mare».
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