Proteste
Un lunedì senza problemi: poca gente in giro e controlli soft. Ma diversi locali scelgono di restare chiusi
Alle 2 giù tutte le saracinesche
Alessandro Gasperini
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A sinistra clienti ai tavolini del Syrah I gestori dei bar osservano l'ordinanza ma non smettono di protestare
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MONTECATINI. E' un lunedì, e quindi c'è poco movimento, il giorno in cui entra in vigore l'ordinanza del sindaco che fissa alle 2 la chiusura dei locali pubblici. La legge è legge, e i locali aperti ieri notte si sono adeguati: porte chiuse all'ora stabilita, anche se i controlli sono soft (e probabilmente lo resteranno ancora per qualche giorno). La pattuglia della polizia municipale si ferma dieci minuti prima dell'ora fatidica in via Lucchese, ma solo per far spostare un paio di auto parcheggiate in maniera scorretta. Arriva dal solito giro nelle vie della prostituzione (è lunedì, appunto, e anche queste sono scarsamente popolate di "lucciole") e alle due finisce il servizio e vigili a dormire. E' una Montecatini notturna spopolata in questo periodo di fine estate. E' lunedì notte, sarà per questo. Ma nella mente dei gestori dei locali c'è l'incubo che sarà sempre così il volto della città anche negli altri giorni della settimana, per i mesi a venire. E sembra quasi che si preparino all'ineluttabile: il conto dei locali dei "tiratardi" è piuttosto agevole, si fa con le dita di una mano. Chiusa (per turno) la Pamy in via Lucchese, chiusi il Lucky bar e la Piramide in zona viale Bassi-Foscolo, chiuso il Simonka alla rotonda di via Marruota. Valerio Cialdoni, titolare del Montec@atini bar, accanto alla Pamy, è invece dietro il banco come ogni notte. «Mi adeguo alla legge. Chiudo alle 2 perché preferisco riaprire alle 5 piuttosto che alle 6 (è una delle possibilità offerte dall'ordinanza, ndr). Che devo dire? Abbiamo già espresso varie volte il nostro dissenso verso questo provvedimento. Lo hanno fatto anche le associazioni di categoria, tutte contrarie. Ma niente da fare, hanno preso questa decisione a discapito di tante attività. Il nostro vero lavoro iniziava alle 3...». L'impatto vero di questa decisone probabilmente si vedrà nel fine settimana, quando i ragazzi escono dalle discoteche e vanno in cerca di un taglio di pizza piuttosto che di un cappuccino con la brioche. Dovranno attendere le 5, e in qualche caso le 6 del mattino.
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