Il dolore
Tentata violenza Chiesto il processo per un carabiniere
Paolo Nencioni
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Le toghe degli avvocati in un’aula di un tribunale2 MINUTI DI LETTURA
CHIESINA. Il sostituto procuratore Giuseppe Grieco ha chiesto il rinvio a giudizio del carabiniere del Nucleo radiomobile di Prato indagato ai primi di febbraio di quest'anno per tentata violenza sessuale nei confronti di un diciassettenne. A distanza di sette mesi dall'inizio della delicata inchiesta che mise in subbuglio il Comando provinciale di via Picasso, dunque, la magistratura ha dato una prima risposta all'esposto presentato dai genitori del ragazzo. L'udienza preliminare si terrà a dicembre e in quell'occasione il carabiniere, difeso dall'avvocato Stefano Di Maio, potrà esporre le proprie ragioni. La vicenda finì sulle cronache alla metà di febbraio in seguito alla presentazione dell'esposto da parte dei genitori del ragazzo. In base al racconto del diciassettenne, il militare, di pattuglia insieme ad un sottufficiale, avrebbe fermato il minore insieme ad un amico in sella ad uno scooter per un normale controllo. Dalla perquisizione saltarono fuori alcuni grammi di hashish ma sempre secondo quanto hanno riferito i due ragazzi, i carabinieri non li avrebbero denunciati: il capopattuglia si sarebbe messo in tasca l'hashish, mentre l'autista avrebbe contattato il diciassettenne qualche giorno più tardi per invitarlo nella sua abitazione di Chiesina Uzzanese, dove gli avrebbe mostrato un film a luci rosse e avrebbe tentato di ottenere una prestazione sessuale. Quando i genitori del diciassettenne cominciarono a sospettare che fosse accaduto qualcosa di poco chiaro, andarono a fare le loro rimostranze al Comando provinciale dell'Arma pratese e di lì sono partiti gli accertamenti su una vicenda quantomai imbarazzante. Una settimana dopo la pubblicazione della notizia la Procura ordinò la perquisizione delle abitazioni di due cronisti del Tirreno e della Nazione, "colpevoli" di aver raccontato la storia. Gli investigatori ritenevano che la pubblicazione della notizia potesse pregiudicare le indagini. In quell'occasione si seppe che la Procura procedeva oltre che per tentata violenza sessuale, anche per perquisizione personale arbitraria, peculato e omissione di atti d'ufficio. Il fascicolo sulla tentata violenza è stato subito trasmesso alla Procura di Pistoia, gli accertamenti sono andati avanti e il diciassettenne ha confermato il suo racconto alla Procura. In mano agli inquirenti c'è anche un computer sequestrato nell'abitazione del carabiniere e fatto analizzare dal Ris. A Prato è rimasto il fascicolo sull'omissione di atti d'ufficio e il peculato, per i quali è indagato anche il capopattuglia. Non è dato sapere se sia stata esercitata l'azione penale. Nessuno dei due militari è stato sospeso: i due sono stati trasferiti in altri comandi, in attesa delle determinazioni della magistratura. L'avvocato Di Maio, difensore del carabiniere accusato di tentata violenza sessuale, preferisce non entrare nei dettagli del procedimento giudiziario ancora ai primi passi, ma si dice moderatamente ottimista sull'esito. Il suo assistito continua a proclamarsi innocente.
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