Proteste
Snai e Sisal, trattative per una fusione
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Maurizio Ughi, presidente della società Snai Il patron Ughi scrive ai dipendenti: «Vogliamo creare un colosso delle scommesse»
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MONTECATINI. Un colosso da contrapporre a Lottomatica. E' questo l'obiettivo che accomuna Sisal e Snai e che, come spiega il presidente della seconda società, alla quale fa capo anche Trenno (proprietaria degli ippodromi di Montecatini e Milano), Maurizio Ughi, dovrebbe portare a una "fusione" e non a una "vendita", come invece si era parlato nelle scorse settimane. Il problema principale resta quello dell'esposizione di Snai, per 60 milioni di euro, verso Unicredit, dunque c'è bisogno di capitali freschi per il gruppo. Non è la prima volta che qualcuno prova ad acquisire la Snai: già lo scorso anno si fecero avanti Bridgepoint e Axa Private Equity, ma la società di Porcari rifiutò. Adesso si fa però davvero sul serio, tanto che lo stesso Ughi è uscito allo scoperto scrivendo una lettera a tutti i dipendenti del gruppo, in cui specifica come «Snai spa dovrà ristrutturare il proprio debito operativo in scadenza a marzo 2011 e Snai Servizi deve restituire un debito di capitale già scaduto a dicembre 2009 e prorogato al 31 ottobre 2010». Pertanto le due società hanno affidato l'incarico a Unicredit e Ainvest di ristrutturare il debito e ricercare un socio di capitale. Ma, a oggi, «nessuna offerta può ritenersi interessante». Ughi passa poi a parlare dell'interesse di Sisal per Snai, che definisce «vero, logico e reciproco». Ma, sottolinea, «non si parla di vendita, bensì di fusione» e si augura che «possa avverarsi al fine di far nascere un colosso nel settore dei giochi e delle scommesse». La lettera di Ughi si chiude con un «Lavorate, come sempre, sereni», ma tra i dipendenti del gruppo (e tra questi i lavoratori dell'ippodromo Sesana, 11 impiegati e 17 operai di pista), comincia a farsi largo più di una preoccupazione. «Ogni accorpamento - spiega Michele Gargini, Slc Cgil - porta con sé qualche rischio in termini di esubero. Ma, al momento, non è arrivata alcuna notizia ufficiale e ogni iniziativa deve comunque essere preceduta da una comunicazione sindacale. D'altra parte il codice civile garantisce nell'immediato il posto di lavoro in situazioni come questa: il problema è quel che accade in seguito».
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