Sicurezza
Uno sportello in rete con il Centro per limpiego fornirà le notizie sulle offerte
Il Comune va a caccia di posti da proporre ai propri cittadini
Luca Signorini
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Il sindaco di Larciano, Antonio Pappalardo 2 MINUTI DI LETTURA
LARCIANO. Il Comune di Larciano tende la mano. Informa, entra nelle case di quei cittadini che, causa la crisi, hanno perso il proprio posto di lavoro o si barcamenano tra lavoretti e impieghi precari. Il passaggio dal bando per i contributi di disoccupazione e la politica attiva, è breve. A caccia di posti. A Larciano, lo sportello lavoro del municipio è oggi un surrogato del Centro dell'impiego di Monsummano. Si affianca all'ufficio di collocamento territoriale non come un semplice punto di assistenza e informazione, ma, e qui sta la novità, come vero e proprio centro di "offerta lavorativa". Chiave di acccesso. Lo sportello infatti entrerà nei database dei Centri dell'impiego in provincia, scandaglierà le proposte di aziende e privati e, conosciuti i requisiti, contatterà le persone in cerca di un'occupazione. E i metodi saranno piuttosto semplici: e-mail e telefonate. L'iniziativa arriva dopo un periodo fitto di incontri tra l'amministrazione comunale, i responsabili del Centro dell'impiego e l'assessore provinciale al lavoro, Roberto Cappellini. I sussidi da soli non bastano. «Abbiamo la volontà di affiancare coloro che cercano lavoro - spiega il sindaco, Antonio Pappalardo - invece di essere solo sportello informativo, forniremo input e proposte. Vogliamo che i residenti del nostro comune non debbano più essere assistiti con sussidi e fondi di solidarietà, ma che riescano ad ottenere un impiego dignitoso che li faccia vivere serenamente, anche in un momento di crisi come questo». Colloqui e corsi. Ed è proprio la crisi ad acuire un problema certo non nuovo. Per questo il progetto ha subito un'intensificazione e un maggior vigore nelle iniziative di collaborazione come supporto ai cittadini. Ma le azioni rivolte al sociale non si fermano qui. È in fase di stesura e sottoscrizione (mancano ancora alcuni cavilli formali), un'iniziativa che possiamo definire di "work experience". Grazie ad un fondo straordinario (con soldi pubblici o privati, o misto pubblico/privati), gli inoccupati potranno partecipare a colloqui, corsi di formazione, assistere a conferenze tematiche ed esperienze lavorative al fine poi di poter accedere a tempo determinato (e le modalità verranno definite in seguito) a stage o tirocini formativi. Farsi consocere. L'obiettivo è duplice: farsi conoscere dall'azienda (per gli aspiranti lavoratori) e aprire le porte a nuova forza produttiva (per le aziende). «Quest'ultimo progetto è in fase di definizione - continua Pappalardo - e non sappiamo con precisione quando inizierà. Quello che è certo è la nostra volontà di trovare lavoro alle persone, consentire alle famiglie in difficoltà di avere uno stipendio in fondo al mese e andare avanti». Un altro mattoncino, dunque, a sostegno delle famiglie (e soprattutto dei giovani) che sono alla faticosa ricerca di una via d'uscita dalla crisi economica.
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