Attenzione
Cultura. Inizio con presenze soft per il ciclo di incontri al Caffè Gambrinus
Beha racconta l'Italia che (non) cambia
Luca Signorini
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La platea del Gambrinus durante lintervento di Oliviero Beha 2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. «Il problema dell'Italia non è politico ma automobilistico». Ecco "L'Italia che cambia" ciclo di incontri montecatinesi dedicati alla cultura, allo sport e al giornalismo. E se l'affermazione, coniata dal primo ospite del caffè Gambrinus, il giornalista, scrittore e sociologo Oliviero Beha, cozza con il leit motiv della rassegna, è presto spiegata la valenza che un simile epiteto ha oggigiorno. "L'Italia che non cambia" o, sempre dalle parole di Beha, «che cambia in peggio». Parte da una parvenza di disillusione, con un'antitesi calzante, il settembre di riflessioni all'ombra delle terme. Tutto perché Beha, a Napoli per altri impegni, ha impiegato otto ore per raggiungere Montecatini, fermato da un incidente sull'A1 e da comportamenti non proprio ortodossi degli automobilisti di passaggio («viaggiavano tranquilli con il telefonino e occupavano la corsia di sorpasso»). Dopo un saluto dell'assessore alla cultura Bruno Ialuna che ringrazia il Gambrinus"perchè senza questi spazi Montecatini perde molto della sua attrattiva" e un'introduzione della moderatrice di "Montecatini Terme Incontra", la vice presidente del consiglio comunale Beatrice Chelli, è poi Beha a prendere la parola davanti ad un pubblico che, nelle previsioni, si auspicava più numeroso. Si parla di un'identità da ricercare e di una memoria ormai scomparsa. Si parla del suo ultimo libro "Dopo di lui il diluvio", dedicato, non troppo velatamente, a Berlusconi (ma anche ai suoi nemici). E la tesi proposta può essere riassunta in poche righe: «Questo paese è un buco e noi lo riempiamo con Berlusconi, non sapendo più che fare».
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