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A Buggiano la Lega Nord si astiene: «Approvate sette nostre osservazioni»

Passa il regolamento urbanistico

Fabrizio Bonelli (Lega Nord)
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Fabrizio Bonelli (Lega Nord)

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 BUGGIANO. Due sedute sono bastate a dare il via al regolamento urbanistico, passato con l'astensione degli unici due consiglieri di opposizione presenti al voto, Fabrizio Bonelli e Letizia Zei della Lega Nord. Un'astensione, la loro, arrivata dopo che molte delle osservazioni presentate sono state approvate. La Lega, si legge sulla sua nota «è stato l'unico gruppo che ha presentato, in due casi assieme al collega Grifò, dieci osservazioni, e visto che ne sono state approvate sette, questo la dice lunga sulla loro validità».  Due delle osservazioni accolte, viene spiegato, chiedevano di eliminare tutte le barriere architettoniche nei centri storici Altre miravano a dare la possibilità di piccoli ampliamenti anche per gli edifici con un titolo edilizio antecedente l'adozione del regolamento e, ancora, il recupero di aree secondarie di superficie non inferiore a 50 mq.  «Per le zone agricole siamo riusciti - continua la Lega - a far approvare un'osservazione che consente di spostare e accorpare, in caso di interventi edilizi, piccoli annessi sparsi nella proprietà e magari fatiscenti, in un raggio di 120 metri anziché di 60. Non solo, siamo riusciti a far aumentare l'altezza della rete di recinzione da 120 a 150 cm, senza necessità di permessi, anche in zone a vincolo». Inoltre, viene sottolineato, la Lega è intervenuta su una serie di osservazioni presentate dall'ufficio urbanistica, «chiedendo di portare la superficie accessoria lorda al 60% di superficie utile lorda, dando a tre categorie (attività commerciali, turistico-ricettive e sportive) una grande opportunità di crescita».  «Siamo intervenuti - prosegue la Lega - su una zona destinata a culto e abbiamo avuto rassicurazioni trattandosi di culto "cristiano cattolico"; siamo stati molto critici, sulla questione del consumo di suolo, che si aggira intorno al 60% per tutta la durata del regolamento (per noi un 30% era più che sufficiente), evidenziando come si poteva e si doveva intervenire di più sull'esistente. Magari dando possibilità di ristrutturazione maggiore anche a quegli edifici indicati di pregio che, cittadini esemplari, hanno contribuito a mantenere in condizioni eccellenti, facendo passare il concetto di meritocrazia, ovviamente il governo di centrosinistra del nostro Comune ha badato bene di non applicarlo».

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