Il dolore
Il malumore. Nel mirino gli attraversamenti pedonali installati lungo in viale Adua
Ambulanze frenate dai dossi
Pietro Barghigiani
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Due auto affrontano un attraversamento pedonale in viale Adua Gli operatori: «Danno fastidio, costretti a rallentare»
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MONTECATINI. Sulla carta devono correre senza trovare ostacoli. Nella realtà sono costretti a rallentare non solo per le buche che il Comune si dimentica di coprire, ma anche per i dossi che l'amministrazione ha scelto di installare in gran parte della città. Gli autisti delle ambulanze non hanno fatto salti di gioia all'arrivo di dossi e attraversamenti pedonali. A sobbalzare sono casomai i pazienti sdraiati sulle barelle quando l'ambulanza a sirena affronta e supera, non proprio di slancio, l'ostacolo messo di traverso sulla carreggiata. I residenti apprezzano l'andatura moderata di auto e moto. Un po' meno i feriti e chi si muove per soccorrere chi deve andare all'ospedale, tutti arruolati d'ufficio nell'esercito di chi storce il naso per l'invasione dei rallentamenti artificiali. Spiega Gianluca Staderini, coordinatore dei servizi della Misericordia: «Di sicuro il dosso è un problema per le ambulanze. Ma anche le buche non aiutano. Una volta, in viale Adua, mi è capitato di fermare il mezzo per tre volte. È un calvario continuo. Magari se al posto dei dossi venisse messo dell'asfalto per coprire le buche si patirebbe di meno». Il proliferare degli attraversamenti pedonali, sinonimi di dossi, ma disciplinati in modo diverso dal codice stradale, comincia a creare problemi agli autisti delle ambulanze. Tra gli addetti ai lavori l'argomento viene discusso, anche se non ci sono rimostranze ufficiali per far cambiare rotta al Comune. Il codice stradale definisce criteri e luoghi in cui mettere «i dossi artificiali solo su strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residence. Possono essere installati in serie e devono essere presegnalati. Ne è vietato l'impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento». Potenzialmente tutte le strade possono essere percorse dalle ambulanze chiamate per un'emergenza. Ma finora quella che più di altre si è rivelata più impegnativa è il viale Adua. Che ieri, all'altezza delle Panteraie e nei pressi dell'Accademia Scalabrino, ha trasformato alcuni tratti di strada in spontanei specchi d'acqua con i dossi a ostruire il deflusso dell'acqua. «I dossi ci danno parecchia noia - aggiunge Valerio Parenti del consiglio di amministrazione del Soccorso Pubblico -. E parlo ovviamente per i trasportati. Per piano che si possa andare il paziente sulla barella viene comunque sballottato. Senza considerare poi i rischi di rompere l'ambulanza».
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