Il Tirreno

Montecatini

L'uomo che sussurra ai rapaci

Francesca Maltagliati
Fabio Bonciolini in compagnia dei suoi “amici” rapaci
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Fabio Bonciolini in compagnia dei suoi “amici” rapaci

Lasciato il lavoro di elettricista, Fabio Bonciolini è diventato falconiere

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 PESCIA. Il suo è davvero un mestiere particolare.  Fabio Bonciolini, 31 anni, originario di Pieve a Nievole ma trapiantato da tre anni nel piccolo borgo di Castelvecchio, nella Svizzera Pesciatina, è un falconiere.  Da alcuni anni non pratica più il suo vecchio lavoro, quello dell'elettricista, e ha deciso di dedicarsi a quest'arte le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Alcuni storici fanno, infatti, risalire la falconeria ad oltre 4mila anni fa, ma la testimonianza certa più antica esistente risale al 750ac: un basso rilievo che illustra un falconiere con il suo falco trovato nelle rovine di Khorsabad (Iraq).  «Fin da piccolo - ci racconta Fabio - ho sempre avuto una passione per i rapaci e per il volo. Per questo ho praticato parapendio. Poi ho conosciuto un maestro falconiere che mi ha insegnato tutto».  Così oggi Fabio è diventato anche lui falconiere e va in giro per feste paesane e rievocazioni storiche per mostrare alla gente i suoi splendidi animali addestrati: due poiane, un falco, un gufo reale e una coppia di barbagianni. Li tiene a Castelvecchio, dove si trovano le voliere e dove gli uccelli possono volare. Per addestrarli ci ha messo alcuni mesi, ma, come ci specifica, dipende dall'animale e da come risponde all'addestramento. Ogni giorno va da loro per almeno due ore per nutrirli e per farli volare.  «Tutti i giorni - prosegue - prima di farli volare li devo pesare perché hanno un loro peso di volo. Non devono mai aver mangiato troppo, perché devono avere lo stimolo per tornare da me».  Per farli tornare, una volta lasciati liberi di scorrazzare nei cieli, basta chiamarli per nome. Per pasto un appetitoso mix di uccelli o topi, rigorosamente comprato da un'azienda che rifornisce anche lo zoo.  «Il gufo reale - racconta Fabio - è in grado di mangiare fino a 8 topi in un giorno e in natura è un predatore capace di cacciare una volpe. Sono dei rapaci e sarebbero molto pericolosi anche per l'uomo se non fossero addestrati. Il pericolo più grosso non è nel becco, come si pensa di solito, ma negli artigli».  Questi animali però, essendo nati in cattività, non predano e sono abituati a ricevere il cibo solo dal falconiere. A lui comunque non fanno certo paura e li accarezza teneramente mentre gli stanno appollaiati sul braccio.  «Io mi sono affezionato - continua - ma loro no. Mi rispettano e mi obbediscono ma non si può parlare di affetto». Eppure pare che Lord, la poiana maschio, li chiami sé per farsi accarezzare. Del suo mestiere, per quanto lo appassioni, Fabio non riesce a vivere: «La falconeria è un'arte ma mi sembra che non venga adeguatamente riconosciuta. Spesso mi chiedono di partecipare gratuitamente alle feste. A volte ho accettato, ma non posso farlo sempre. Nemmeno da parte dell'amministrazione c'è mai stato aiuto. Da poco, per fortuna, ho iniziato a lavorare per le scuole elementari dove vado a far vedere ai bambini i miei animali, cogliendo l'occasione di fare delle piccole lezioni di ornitologia, ma non basta».  Per chi volesse assistere ad un'esibizione il primo agosto Fabio sarà presente con i suoi rapaci alla manifestazione "Castevecchinpietra 2010". Info: 339 4101374 oppure fabiobonciolini@hotmail.com.

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