Sicurezza
Laccusa: aperto un conto a San Marino per lavare il denaro proveniente dalle Cayman
Riciclati i soldi di una truffa
Pietro Barghigiani
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I soldi dalle Isole Cayman finivano a Montecatini attraverso San Marino Arrestato dalla Guardia di Finanza il gestore di un bar
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MONTECATINI. Partivano dalle Isole Cayman, transitavano a San Marino e arrivavano a Montecatini. Centinaia di migliaia di euro che hanno alimentato una triangolazione bancaria la cui rotta è finita sotto la lente del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Firenze. Dai paradisi fiscali alla cella per un gestore di bar di 35 anni. Lo hanno arrestato ieri mattina con l'accusa di riciclaggio e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le manette sono scattate nell'ambito di un'inchiesta su un traffico di denaro in Italia frutto di una truffa compiuta da un russo in patria e basata sul sistema della piramide finanziaria. Almeno 4mila sarebbero i raggirati per un bottino di circa 24 milioni di euro. Nel maggio scorso i finanzieri arrestarono due persone, una russa di 38 anni, ex ballerina di night, residente da anni a Montecatini, compagna del truffatore già condannato nel suo Paese, e un immobiliarista di 56 anni di Campi Bisenzio. Le accuse. Secondo la Guardia di Finanza, il 35enne, amico della russa, compagna del connazionale ricercato in patria per truffa e nel frattempo detenuto in Marocco, avrebbe avuto un ruolo determinante nel riciclaggio del denaro proveniente dalla Russia, usato per l'acquisto di prestigiosi beni immobili. Non solo. Lo accusano anche di aver favorito la permanenza in Italia del truffatore attraverso un fittizio matrimonio con una 51enne di Firenze pagato 30mila euro. L'ipotesi della Procura fiorentina è che il commerciante abbia aperto a suo nome un conto in una banca di San Marino dove è stata accreditata, proveniente da una società registrata alle Isole Cayman, parte dei soldi ritenuti provento della maxi-truffa. Di qua il 35enne avrebbe trasferito il denaro sul conto dell'amica russa per poi estinguere il suo a San Marino. L'inchiesta. L'arresto di ieri rappresenta uno sviluppo dell'inchiesta che nel maggio scorso portò oltre all'arresto di due persone anche al sequestro di due immobili a San Casciano Val di Pesa e a Montecatini dove i finanzieri misero i sigilli ad un attico in centro del valore di circa 700mila euro. Le indagini avevano permesso di riscontrare ingenti movimentazioni di denaro da parte di una cittadina russa all'apparenza senza entrate certe. La donna, tra il 2000 ed il 2009, aveva, infatti, effettuato investimenti immobiliari di ingente valore senza ricorrere ad alcuna forma di finanziamento. Stando all'accusa erano soldi riciclati dietro la copertura di una società che aveva come finalità il commercio di prodotti all'ingrosso e lo sviluppo del business italiano sul mercato russo. Poco prima dell'esecuzione di una richiesta di estradizione, avanzata dalla magistratura russa, il truffatore avrebbe ceduto un complesso immobiliare di San Casciano all'imprenditore di Campi Bisenzio per un valore di 1,7 milioni di euro. Parte del ricavato della vendita era stato impiegato per acquistare l'attico a Montecatini.
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