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DUE ANNI E MEZZO
Condanna ai giovani rapinatori di Livorno
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MONTECATINI. Dagli arresti domiciliari al carcere. Ieri gli agenti del commissariato di Montecatini hanno eseguito l'arresto, in seguito alla sentenza passata in giudicato del tribunale di Livorno, dei tre giovani fermati dopo una tentata rapina nella città labronica. Si tratta di tre giovani operai, incensurati, che il 12 febbraio scorso presero di mira un ristorante cinese a Livorno. Si tratta di Alessio Biagini, 19 anni di Montecatini, di Giuseppe Rasà, 21 anni di Monsummano, e di Maurizio Cabiddu, 19 anni di Pieve. I tre, catturati poco dopo e rei confessi, si trovavano agli arresti domiciliari. Adesso sono stati trasferiti al carcere di Pistoia con una condanna a 2 anni e 6 mesi ciascuno. I tre erano entrati nel locale, chiedendo un caffè, e mentre Rasà stava facendo da palo, Cabiddu estrasse un coltello con una lama di 15 centimetri e minaccindo la barista 22enne e ingiungendole di consegnare i soldi. La donna rimase impietrita e il Biagini prese di peso il registratore di cassa (con 157 euro) per scappare via con i suoi complici, fino all'auto utilizzata per il colpo. E qui l'ingenuità: i tre, infatti, avevano usato l'Opel Meriva di Biagini, e grazie ad alcuni testimoni che avevano preso il numero di targa agli agenti non rimase altro da fare che attendere il rientro di Biagini sotto casa, dove si presentò insieme a Cabiddu. Subito bloccati i giovani ammessero la loro responsabilità e fecero il nome di Rasà.
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