Il Tirreno

Montecatini

Eccidio, anche la Germania nel processo

Pietro Barghigiani
Eccidio, anche la Germania nel processo

Disposta dal giudice la chiamata di responsabilità dello Stato per le 184 vittime

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Lo Stato tedesco chiamato in causa come responsabile civile. Ma anche l'ammissione del Comune di Montecatini, della Regione e di altre nove persone come parti civili. Al tribunale militare di Roma si è aperto ieri il processo contro quattro ex soldati dell'esercito tedesco accusati di aver preso parte, il 23 agosto del 1944, all'eccidio del Padule di Fucecchio in cui furono trucidate 184 persone. Lo Stato paghi. Al di là della costituzione di parte civile di altri due enti e di ulteriori parenti delle vittime, il passaggio più significativo è stato quello con il quale il tribunale ha tirato dentro il processo, a livello di responsabilità civile, la Germania nella figura del suo ambasciatore in Italia. A nessuno sfugge il senso di un valore storico del processo che prevale sugli effetti di un'eventuale condanna nei confronti di imputati al crepuscolo della vita.

Ecco perché la chiamata di responsabilità di uno Stato rende più concreta anche la possibilità di un risarcimento per i discendenti dei martiri del Padule. Le parti civili. Il tribunale ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dal Comune di Montecatini, assistito dall'avvocato Claudio Del Rosso, della Regione, rappresentata dall'avvocato Massimo Brancoli e di altri 9 familiari, tutelati dall'avvocato Guido Cappabianca. In tutto sono 38 i parenti che hanno voluto essere dentro il processo. Gli altri enti che si sono costituiti sono la Provincia di Pistoia e i Comuni di Monsummano, Larciano, Pieve a Nievole, Cerreto Guidi, Fucecchio, Ponte Buggianese e Castelfranco di Sotto, l'associazione monsummanese dei parenti delle vittime, il Comitato Martiri del Padule di Ponte Buggianese e il difesore civico della Valdinievole, per conto di Carmela Arinci, la 90enne cieca che fu fatta esplodere con una bomba a mano. Gli imputati. Gli imputati di concorso in violenza con omicidio contro privati nemici pluriaggravata e continuata sono Fritz Jauss di 93 anni, Ernest August Arthur Pistor di 90 anni, Johann Robert Riss di 89 anni e Gerhard Paul Otto Lorenz Adolf Deissmann di 99 anni.

I loro nomi sono emersi dall'inchiesta condotta dal procuratore del tribunale militare di Roma Antonino Intelisano (lo stesso che portò alla luce il cosiddetto "armadio della vergogna"), indagini che hanno anche portato all'identificazione di altre nove vittime da aggiungere alle 175 storicamente accertate. Sentenza entro l'anno. Da metà novembre per una settimana ci saranno udienze tutti i giorni. Il pm, Marco De Paolis ha intenzione di citare un centinaio di testimoni. Con questi ritmi è probabile la sentenza entro l'anno.

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