Gioco
Big degli chef italiani apre in pieno centro un nuovo ristorante
Pietro Barghigiani
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Lo chef Igles Corelli in cucina2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. Se Pescia potrà fregiarsi di ospitare uno dei più grandi chef italiani dovrà ringraziare il sindaco di Ostellato nel Ferrarese. Senza quel luna park gonfiabile autorizzato dall'amministrazione intorno alla "Locanda della tamerice", Igles Corelli, pluristellato Michelin, forse non se ne sarebbe andato. «Due clienti stranieri mi hanno insultato perché pensavano che quell'attrezzatura l'avessi messa io» ricorda il maestro dei fornelli ormai deciso a lasciare la sua creatura per lanciarsi nella nuova avventura professionale e di vita a Pescia. Un obbrobrio da turismo popolare calato in un contesto nato per offrire qualità a tavola in un ambiente rilassante. Tra ottobre e novembre Corelli, con il socio pesciatino Paolo Rossi, aprirà il ristorante Atman (dal sanscrito essenza dell'uomo) in via Roma 4. Il fondo ospitava una vecchia trattoria, chiusa da tempo. Il nuovo locale avrà 28 posti e «faremo una cucina di ricerca garibaldina» ha scritto su un blog specializzato in enogastronomia lo chef annunciando l'addio a Ferrara, «non ci sono più i presupposti per rimanere qui», e la ripartenza a Pescia. Alla "Locanda della tamerice" è lui a rispondere al telefono. E volentieri racconta aspirazioni e progetti della prossima esperienza personale. Corelli, perché proprio Pescia? «È una zona che mi piace molto. Inoltre, esiste un ottimo bacino per la gastronomia. Non penso solo al fagiolo di Sorana, ma anche alla cacciagione del Padule, il farro della Garfagnana e a poca distanza c'è il mare. E poi mi ha convinto il mio socio Paolo Rossi». Come è andata? «Paolo è stato mio allievo in alcuni corsi. Poi ho iniziato a fargli da consulente. A un certo punto mi ha proposto di aprire un locale nella sua città. Ci ho pensato e il giorno dopo l'ho richiamato: "Va bene, accetto". Non è solo una scelta professionale. Mi trasferirò con la famiglia, i miei figli andranno a scuola a Pescia e a Lucca. Ho già trovato casa. Di questo progetto abbiamo già informato anche le guide». Cosa si aspetteranno i futuri clienti di Atman? «La mia filosofia è quella delle eccellenze senza trascurare ciò che offre il territorio. Non sarà, quindi, una cucina ispirata esclusivamente alle risorse locali. Quelle saranno presenti perché le qualità ci sono, ma non proporrò un menù soltanto territoriale».
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