Italia
Notificata alla mamma la multa fatta alluomo. Opposizione contro il pagamento di 5mila euro
Privacy, il Comune stecca
Pietro Barghigiani
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Un controllo anti-prostituzione da parte dei vigili urbani in centro Ente condannato a risarcire un cliente di prostitute
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MONTECATINI. La mamma scopre dalla notifica di una contravvenzione che il figlio è stato multato per essersi appartato con una prostituta. La privacy è violata e ne risponde il Comune. Lo ha stabilito il tribunale civile di Monsummano condannando il Comune di Montecatini al pagamento di 5mila euro a favore di un cittadino napoletano. Secondo la sentenza i dati personali e la privacy dell'uomo non sono stati rispettati. Contro il pronunciamento del tribunale l'amministrazione ha presentato ricorso in appello. La causa. Non bastava la multa per essere stato sorpreso con una bella di notte a rovinare la vacanza termale di un napoletano. A rendere ben più turbolento il ménage familiare fu la consegna della sanzione, con tanto di spiegazioni sull'infrazione contestata, alla madre che attraverso il verbale scoprì la marachella trasgressiva del figlio. Imbarazzo domestico a parte, il cliente della lucciole ritenne violata la sua privacy e fece causa all'ente. Il primo round se lo è aggiudicato. La storia. Siamo nei primi anni del Duemila. L'uomo viene fermato dai vigili urbani nel corso di un controllo anti-prostituzione. Si tratta di un'attività portata avanti con il progetto Anima, un'iniziativa mirata da un lato a dissuadere i clienti e dall'altra a recuperare le signorine che calcano i marciapiedi. Fatto sta che al turista in vena di emozioni a luci rosse viene inflitta una sanzione di circa 300 euro. Sarà stata l'indole fatalista partenopea o la speranza che il verbale si perdesse nei rivolti delle dimenticanze, fatto sta che la multa non viene pagata. La notifica fatale. Dall'ufficio contravvenzioni, però, l'infrazione rilevata durante il tour per allontanare le lucciole dalle strade non viene dimenticate. E neanche il nome del cliente. Così il verbale prende la via di Napoli dove arriva all'ufficio dei messi notificatori. Quando il messo si presenta a casa del napoletano in trasferta termale trova la mamma e le consegna la multa. La donna, un po' impicciona, la apre e capisce quello che ha combinato il figlio in una serata di relax montecatinese conclusa con il controllo dei vigili urbani. A quel punto il cliente multato decide di fare causa per violazione della privacy. Il ricorso. Secondo il comando della polizia e l'ufficio legale la responsabilità dell'episodio va addebitata ai messi notificatori. L'ufficio contravvenzioni avrebbe seguito tutte le procedure. Spettava ai messi napoletani notificare in busta chiusa la multa. Anche se poi con una madre ficcanaso è difficile tenere segrete certe scappatelle.
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