Proteste
Piani senza interpellare i proprietari
Sul futuro del Padule Maltagliati (Cpe) attacca la Provincia
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LARCIANO. Si fanno i conti senza l'oste o, per essere più precisi, si fanno progetti senza tener conto dei proprietari delle aree interessate dagli stessi piani. Questo, in sintesi, il senso della lettera aperta che il presidente di Caccia, Pesca ed Ecologia Carlo Maltagliati ha inviato alla presidente della Provincia Federica Fratoni. Argomento della discussione le iniziative della Provincia per valorizzare turisticamente il Padule.
«Ultimamente - scrive Maltagliati - sono state fatte delle visite da parte della Commissione Turismo e Sport con altri interlocutori, tipo Centro di Documentazione, Consorzio di Bonifica, alcuni proprietari e cacciatori. Rimaniamo stupiti dalla leggerezza con cui la Provincia affronta il problema perchè, a quanto ci consta, né le associazioni né i proprietari dei terreni sono stati ufficialmente invitati (e non sono certo soggetti di secondaria importanza), a meno che non si sia voluto dare una parvenza di queste due categorie, invitando anche qualche singolo, forse cointeressato in un futuro business di gestione.
È opportuno ricordare che i soggetti che vorrebbero gestire quest'operazione di trasformazione turistica sono tutti enti o sodalizi che vivono grazie alle tasse dei cittadini: Provincia, Consorzio, o Centro di Documentazione, che non è un'opera benefica ma un organismo che costa alla comunità circa 300mila euro l'anno».
«Sarà opportuno - continua Maltagliati - non dimenticare che i terreni dove sorge il Centro Documentazione sono stati comprati dalla Provincia coi soldi dei cacciatori e ora gestiti in funzione anticaccia. Per non parlare degli oltre 1.500 ettari di Padule che sono proprietà private, in maggioranza di cacciatori, ed è merito loro se il Padule è rimasto integro negli anni, opponendosi a trasformazioni che avrebbero stravolto questo habitat.
Molti si ricorderanno quando, a fine anni '60, politici non del tutto disinteressati volevano fare un aeroporto nell'area palustre. Saremmo grati di essere interpellati per le questioni che riguardano l'area palustre e che coinvolgono le nostre proprietà, per non dover ricorrere a un contenzioso con la Provincia stessa».
«Ultimamente - scrive Maltagliati - sono state fatte delle visite da parte della Commissione Turismo e Sport con altri interlocutori, tipo Centro di Documentazione, Consorzio di Bonifica, alcuni proprietari e cacciatori. Rimaniamo stupiti dalla leggerezza con cui la Provincia affronta il problema perchè, a quanto ci consta, né le associazioni né i proprietari dei terreni sono stati ufficialmente invitati (e non sono certo soggetti di secondaria importanza), a meno che non si sia voluto dare una parvenza di queste due categorie, invitando anche qualche singolo, forse cointeressato in un futuro business di gestione.
È opportuno ricordare che i soggetti che vorrebbero gestire quest'operazione di trasformazione turistica sono tutti enti o sodalizi che vivono grazie alle tasse dei cittadini: Provincia, Consorzio, o Centro di Documentazione, che non è un'opera benefica ma un organismo che costa alla comunità circa 300mila euro l'anno».
«Sarà opportuno - continua Maltagliati - non dimenticare che i terreni dove sorge il Centro Documentazione sono stati comprati dalla Provincia coi soldi dei cacciatori e ora gestiti in funzione anticaccia. Per non parlare degli oltre 1.500 ettari di Padule che sono proprietà private, in maggioranza di cacciatori, ed è merito loro se il Padule è rimasto integro negli anni, opponendosi a trasformazioni che avrebbero stravolto questo habitat.
Molti si ricorderanno quando, a fine anni '60, politici non del tutto disinteressati volevano fare un aeroporto nell'area palustre. Saremmo grati di essere interpellati per le questioni che riguardano l'area palustre e che coinvolgono le nostre proprietà, per non dover ricorrere a un contenzioso con la Provincia stessa».
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