Sicurezza
Rapina col trincetto: due arresti
Pietro Barghigiani
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Carmelo Giuffrida Colpo alla Carismi di Uzzano, "trasfertisti" catanesi incastrati dal video
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UZZANO. Entrare a volto scoperto in una banca, parlare in dialetto e, soprattutto, sapere di essere nelle banche dati delle forze dell'ordine più che da temerari è da ingenui. Lo hanno imparato a proprie spese Carmelo Giuffrida, 52 anni e Stefano Di Bella, di 37, entrambi catanesi, arrestati per la rapina avvenuta il 20 ottobre 2009 alla filiale di Uzzano della Cassa di Risparmio di San Miniato. Estrapolando alcuni fotogrammi dal video girato dalle telecamere interne all'istituto di credito, la squadra mobile diretta dal vice questore, Antonio Fusco, è arrivata all'identificazione dei due arrestati. Il gip Alessandro Buzzegoli ha firmato la richiesta di arresto del sostituto procuratore Francesco Sottosanti e l'ordine di custodia è stato notificato ai due nel carcere di Ancona dove si trovano per altre rapine. «Di fondamentale importanza è stata la collaborazione con i colleghi della questura catanese - spiega il dottor Fusco -. Per la zona scelta e il dialetto siciliano dei due rapinatori abbiamo orientato subito le indagini verso Catania». Il colpo. Stando alle accuse Giuffrida e Di Bella entrarono di mattina nella filiale della Carismi armati di trincetto. Erano a volto scoperto e, minacciando cassiere e direttore, si fecero consegnare i soldi disponibili agli sportelli, circa 4mila euro. Al colpo assistettero anche due clienti, ma né a loro, né agli impiegati venne usata violenza. Le telecamere. I volti dei due accusati del colpo vennero ripresi dalle telecamere della banca. Dal filmato la polizia fu in grado di isolare i fotogrammi più nitidi mettendo a fuoco i visi poi attribuiti a Giuffrida e Di Bella. Di qua la segnalazione alla squadra mobile di Catania per avere le generalità dei due e chiudere l'indagine con l'arresto per la rapina in banca. Il basista. I "trasfertisti" si muovono in stile toccata e fuga, ma hanno bisogno di un minimo di preparazione. E spesso si servono di un basista per studiare orari e abitudini della vigilanza, quando c'è, dell'istituto di credito. «Sospettiamo che siano stati aiutati - afferma Fusco - magari nei giorni precedenti il colpo». Rapine in calo. È ottimista il capo della mobile sul fronte delle rapine. «Il fenomeno è molto diminuito - sottolinea -. Nel 90 per cento dei casi i rapinatori sono stati arrestati. Da tempo non si hanno più rapine in provincia. Da una parte funzione il protocollo tra prefettura e banche sulla sicurezza interna agli istituti, dall'altra la nostra attività, come quella dei carabinieri, ha dato buoni risultati. Credo che a questo punto buona parte dei rapinatori ha capito che non gli conviene fare rapine da queste parti».
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