Il Tirreno

Montecatini

L’INTERVENTO

Il sindaco Marchi chiarisca se vuole un nuovo ospedale

Pescia Democratica

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 Il dibattito sull'ospedale di Pescia si sta radicalizzando e vede su un fronte le forze politiche e gli operatori sanitari "apicali" che si dichiarano non si sa quanto spontaneamente a favore di una nuova struttura, mentre la parte prevalente dell'utenza è perplessa o favorevole alla conservazione della struttura attuale ristrutturata ed adeguata.  L'atteggiamento della popolazione trova le proprie motivazioni in amare esperienze passate di ricchezze e potenzialità defraudate, di promesse ed impegni non mantenuti e nel lento ma costante depotenziamento strutturale e professionale del Cosma e Damiano. È emblematico il caso della destinazione all'ospedale di Pistoia di due nuovi mammografi mentre a Pescia è stato destinato un apparecchio prima in uso all'ospedale del Ceppo. Pescia Democratica non è aprioristicamente chiusa ad alcuna ipotesi ma non crede vi siano le condizioni per la realizzazione di una nuova struttura sia per i forti tagli alla spesa pubblica in corso sia per la debolezza delle classe dirigente politica della Valdinievole. Perciò ci concentriamo sulla salvaguardia e valorizzazione di quella che abbiamo, che non è poco.  La recente presentazione del cronoprogramma dei lavori da effettuare sulla struttura ospedaliera di Pescia non ha tranquillizzato nessuno vista la consueta incertezza di tempi e disponibilità di risorse. Nella seduta consiliare aperta, che numerosi consiglieri hanno richiesto di convocare sull'argomento dell'ospedale e sulla sua valorizzazione, quando il presidente del consiglio comunale si degnerà di convocarla Roberta Marchi in qualità di sindaco di Pescia e di vice presidente della Società della salute ed il direttore generale della Asl, dovranno rendere noti una volta per tutte gli atti programmatici concernenti i lavori sull'ospedale promessi e mai realizzati e dovranno dire con chiarezza perché questa struttura che fino ad un anno fa era considerata da tutti, Regione in primis, un centro su cui investire e da riammodernare nella logica degli ospedali in rete ora sarebbe divenuta obsoleta e non funzionale.  In particolare vorremmo che in sindaco Marchi uscisse dall'ambiguità e dicesse con chiarezza se vuole realizzare la cittadella ospedaliera o punta anche lei su una nuova struttura che solamente un'ottimista di natura come la Marchi o un furbetto in carriera come il coordinatore del PD di Pescia può affermare che varrà costruita a Pescia. In quella sede noi avanzeremo le nostre proposte operative. Una per tutte: che l'Asl acquisti la ex conceria davanti all'ospedale e recepisca gli spazi per non smembrare un reparto di eccellenza come cardiologia. Costerebbe meno di quanto sono costate alla comunità le barocche operazioni immobiliari effettuate con l'acquisto dei beni termali a Montecatini.

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