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Montecatini

La ricetta di Asshotel: investire in promozione i soldi delle nostre imposte

Nicola Guelfi, presidente di Asshotel, e il rendering della piscina in realizzazione alle Leopoldine
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Nicola Guelfi, presidente di Asshotel, e il rendering della piscina in realizzazione alle Leopoldine

Per il presidente Guelfi il primo passo per ripartire è la conclusione della piscina alle Leopoldine

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 MONTECATINI. Public company per le Terme e fondi derivanti da imposte da reinvestire in promozione. Sono, per Nicola Guelfi, presidente di Asshotel Confesercenti, le «due grandi questioni che la città si trova oggi ad affrontare. Sulle Terme - scrive il rappresentante degli albergatori - la priorità è il completamento della piscina alle Leopoldine, primo step della nuova Montecatini. Primo step perché conclusi i lavori alle Leopoldine si aprirà una nuova fase».  Prosegue Guelfi: «Comune e Regione hanno ribadito la mancanza di fondi per nuovi investimenti, necessari per ritrovare quell'identità turistico termale della quale la città deve riappropriarsi. Giudichiamo interessante la proposta del consigliere comunale Eugenio Pancioli di costituire una public company in grado di gestire le Terme e anche il sindaco l'ha giudicata meritevole di approfondimento».  «La seconda questione - scrive ancora il presidente di Asshotel - riguarda l'immagine della città. Abbiamo già presentato il nostro progetto "Montecatini nel terzo millennio", in cui la città termale diventa punto di riferimento per progetti innovativi e di trasformazione, per un nuovo sviluppo economico. Le nostre proposte hanno ricevuto la condivisione di tutti gli interlocutori istituzionali, ma rimangono aperti i problemi delle risorse economiche. Queste devono essere di provenienza locale, provinciale e nazionale, ma ci sentiamo ripetere ogni volta la questione dei tagli che subiranno i bilanci degli enti locali dal prossimo anno. Riteniamo, però, che non è più possibile aspettare: per esempio, alcune risorse sono già presenti nei bilanci dell'amministrazione comunale e, almeno in parte, potrebbero essere reinvestite nella promozione o in attività turistiche. Ci riferiamo alla tassa pagata dai bus turistici, che porta circa 600mila euro al Comune, o all'imposta comunale sugli immobili pagata da albergatori e attività commerciali, oppure ad altre tasse comunali che potrebbero essere destinate, almeno in parte, ad investimenti. Bisogna partire da Montecatini per fare tutti la propria parte e poi chiedere a Provincia, Camera di commercio, fondazioni bancarie, Regione e Governo di fare la loro».

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