Proteste
Previste delle deroghe per i locali virtuosi che non creano problemi di rumore ai residenti
Orari, il Comune tira dritto
David Meccoli
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Per bar e ristoranti il Comune ha diviso la città in quattro zone con diverse fasce orarie In periferia bar e ristoranti chiusi già alle 2,30
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MONTECATINI. Alla fine il Comune è andato dritto per la sua strada e ha messo mano a una piccola rivoluzione per ciò che riguarda gli orari di apertura di bar e ristoranti. Le 2,30 è il termine per tirare giù le saracinesche, ma con diverse eccezioni e deroghe concesse anche singolarmente a chi... si comporta bene. Molte le riserve espresse dalle associazioni del commercio. Concertiamo. Ieri si è tenuto l'ultimo incontro tra categorie (associazioni dei consumatori, commercianti e sindacati) e amministrazione comunale per la definizione del nuovo assetto degli orari dei pubblici esercizi. Una concertazione che andava avanti da diverse settimane e che finalmente è arrivata a conclusione con un documento redatto dagli uffici comunali e che nei prossimi giorni verrà consegnato alle controparti. La zonizzazione. La città era da tempo divisa in tre zone: Montecatini Alto, con apertura per bar e ristoranti limitata tra le 6 e le 2 del mattino; centro (area compresa nel quadrilatero Balducci, Bicchierai, Toti-Manin, circonvallazione nord), con orari di apertura tra le 6 e le 3; periferia, con possibilità di aprire nel corso dell'intera giornata. Ora la città viene divisa in quattro: Montecatini Alto; centro commerciale (con confini diversi dalla precedente versione); compendio misto termale, residenziale e commerciale (che sostituisce la vecchia periferia); area rurale (limitata alle zone a sud dell'autostrada e a nord della Grotta Maona). Le novità. Cambia molto anche sul fronte degli orari limite di chiusura. A Montecatini Alto si confermano le 2; in centro alle 2,30 nei giorni feriali e alle 3,30 il venerdì, il sabato e nei prefestivi; in periferia (dove ci sono le maggiori variazioni e dove si sono concentrate le critiche da parte delle associazioni del commercio, favorevoli al mantenimento dello status quo) alle 2,30; nella zona rurale 24 ore su 24; discoteche e locali da ballo alle 3; night club alle 5. Cambia anche l'orario di apertura che, sia in centro che in periferia, viene anticipato dalle 6 alle 5. Le deroghe. A queste regole generali il Comune ha poi aggiunto alcune deroghe, di tipo "automatico" e "a richiesta", che consentono l'apertura fino alle 3,30. Alla prima categoria appartengono i locali situati in aree dove la prima abitazione sia ubicata ad almeno 100 metri di distanza. Con la seconda (in vigore da settembre), i pubblici esercizi possono richiedere di poter chiudere alle 3,30 e il Comune valuterà, caso per caso e sulla base di relazioni da parte delle forze dell'ordine (proteste di cittadini, denunce di schiamazzi notturni, frequenti problemi legati alla quiete pubblica ecc.), se concedere una deroga della validità di 3 mesi (rinnovabile). Unim-Confesercenti. «Nel documento illustratoci dal Comune - dice Claudio Chimenti - ci sono alcune incongruenze. Se, infatti, si accetta il principio della concessione di una deroga, allora questa deve essere completa e non valere solo un'ora. È infatti assurdo che un locale in periferia debba stare chiuso tra le 3,30 e le 5: un'ora e mezzo che penalizza chi ha impostato negli ultimi 10 anni un certo tipo di lavoro e si è sempre comportato bene. Comunque ci riserviamo di valutare nei dettagli la proposta dell'amministrazione prima di esprimere un giudizio definitivo». Confcommercio. «Si è conclusa la concertazione sugli orari degli esercizi di somministrazione - scrive l'associazione - e resta la nostra contrarietà. Malgrado l'ultima proposta dell'amministrazione comunale, che ha apportato alcune positive modifiche all'originaria esposizione, consentendo tra l'altro l'anticipo dell'orario di apertura e la concessione di autorizzazioni al prosieguo dell'attività non oltre le 3,30, esprimiamo il nostro disappunto in quanto la modifica non è sufficiente a garantire a bar e ristoranti di poter continuare a svolgere il loro servizio ai consumatori nelle ore notturne. Ci riserviamo pertanto di valutare il regolamento sugli orari degli esercizi di somministrazione non appena questo verrà trasmesso ufficialmente per la formulazione del parere finale».
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