La manifestazione
Il titolare dellalbergo e un cameriere accusati di violenza su minori e sequestro di persona
Feste gay e droga nell'hotel
Pietro Barghigiani
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Laula di un tribunale penale Due ragazzi chiedono mezzo milione di risarcimento
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MONTECATINI. Per l'accusa furono utilizzati per animare festini gay consumati in un albergo del centro. E ora, due nomadi all'epoca dei fatti minorenni, presentano il conto a quelle persone che, secondo la Procura della Repubblica di Firenze, li avrebbero drogati per fare sesso arrivando anche a chiuderli in camera. La richiesta di risarcimento è di mezzo milione di euro. Il processo. L'udienza in cui verranno sentiti i primi testi è stata fissata per il febbraio 2011. Nel frattempo il tribunale ha affidato una consulenza tecnica su alcune intercettazioni telefoniche. La storia vede M.I., un albergatore di 53 anni di Montecatini e G.A., un cameriere slavo residente a Firenze di 31, imputati di violenza sessuale su minori, sequestro di persona e traffico illecito di sostanze stupefacenti. Le due parti civili che si sono costituite sono rappresentate dagli avvocati Carlo Giugno e Fabio Cambi. L'accusa. Per gli inquirenti il giro di prostituzione maschile sarebbe stato più ampio e avrebbe visto la presenza di un numero maggiore di ragazzini rispetto a quelli che poi si sono costituiti parte civile. La tesi della Procura è che gli imputati adescavano i ragazzi di vita ai campi nomadi o alle Cascine a Firenze. Non davano loro soldi, ma assicuravano agli adolescenti slavi una serata di divertimenti in locali della Versilia e del capoluogo fiorentino. Alla fine della serata scattava il pagamento in natura in un albergo cittadino dove i minorenni, sotto effetto di sostanze stupefacenti, avrebbero avuto rapporti sessuali con M.I., titolare dell'hotel in cui avvenivano gli incontri a luci rosse, e il cameriere. Gli arresti. I due vennero arrestati nel marzo 2007 dai carabinieri del nucleo operativo fiorentino nell'ambito di un'inchiesta sulla pedofilia condotta dal sostituto procuratore fiorentino, Alessandro Crini. Da quello che è emerso dalle indagini il ruolo di adescatore tra i due era interscambiabile anche se il cameriere slavo, che viveva in un campo nomadi fiorentino, aveva contatti più diretti con i ragazzini da portare all'amico. Le indagini. L'inchiesta risale all'autunno 2006 e nasce dal racconto di un nomade reclutato per partecipare ai festini in compagnia del cinquantenne e del cameriere. Gli inquirenti ritengono che gli episodi siano numerosi, anche se alla fine sono quattro i ragazzi disposti a mettere a verbale le notti bravi trascorse tra la Versilia e Montecatini. Ma solo due di questi si sono costituiti parte civile. Dopo averli fatto divertire e offerto ai minori cene e bevute, si ritiravano nell'albergo di Montecatini. E qui, secondo l'accusa, gli imputati tiravano fuori hashish e popper per far girare spinelli e "sballare" i ragazzi con cui poi facevano sesso. L'accusa di sequestro di persona viene contestata perché gli "ospiti" sarebbero stati tenuti chiusi in camera.
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