Il Tirreno

Montecatini

L’ex assessore Pellegrini sul caso dei dossi

Da rivedere il progetto dei passaggi pedonali rialzati

Valdemaro Pellegrini   architetto ed ex assessore

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 Finalmente una risposta tempestiva della giunta ad una lamentela del cittadino. Onore dunque all'assessore Galluzzi, dalla quale dissento però sulla questione dossi zebrati. Conoscevo già l'interpretazione degli uffici sui rallentatori di velocità intesi come attraversamenti pedonali rialzati invece che dossi. Accertato che le norme per gli attraversamenti molto trafficati prevedono scivoli di raccordo per l'abbattimento delle barriere architettoniche e l'obbligo di illuminamento, ritengo che nascondersi dietro la zebratura, come se consentisse di sottrarsi alle norme di codice, manifesti sintomi di aggiramento del problema e costituisca contraddizione, tanto che la segnaletica verticale applicata associa correttamente al limite di velocità 30 km/h previsto per il dosso. Chi viaggia trova un rialzamento artificiale che deve essere realizzato secondo le specifiche tecniche del codice della strada, laddove si può, cioè «solo su strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residence, eccetera. Ne è vietato l'impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento».  È palese che l'anello di circonvallazione è percorso preferenziale dei mezzi di soccorso e di pronto intervento, e rallentare (7 dossi in breve spazio) è un controsenso che mette a repentaglio persone colpite da urgenze.  Il disagio causato dai dossi zebrati si estende alla generalità degli automobilisti e non solo (ho visto una signora di una certa età scendere dal motorino e superare a piedi il dosso per poi ripartire) e determina la ricerca di alternative. Ritengo che non possano essere sottovalutati gli effetti di stravolgimento dei flussi di traffico, e voglio sperare che questa denuncia non spinga a risolvere il problema intervenendo con ulteriori dossi anche sulle direttrici alternative.  Inoltre ho già fatto presente agli uffici che in via Marruota il forte transito di mezzi leggeri e pesanti determina un frequentissimo impatto acustico dovuto al sobbalzo dei cassoni metallici e dei sistemi ammortizzatori. Avevo chiesto una verifica delle altezze: il codice prescrive un massimo di 7 centimetri, invece il progetto ne prevede 8, e a vista sembrano ancora più alti, soprattutto ai lati.  Avevo chiesto un addolcimento della pendenza delle rampe, raddoppiandone la lunghezza, così come è stato ben fatto da tempo in viale Adua, ma mi dicono che questa sia un'eccezione dovuta ad un incidente: vorremmo evitare di aspettare incidenti. Avevo segnalato che a volte non è ben congegnato il deflusso dell'acqua piovana, per cui il dosso crea un effetto vasca anch'esso pericoloso. Silenzio, su tutto.  Mi sembra che vi siano argomenti validi e sufficienti per un ripensamento correttivo dell'operazione, anche perché ho notizia che lo stesso prefetto abbia raccomandato ai Comuni la massima attenzione al rispetto del codice. Se la memoria non mi inganna, mi sembra che lo stesso assessore provinciale Mari abbia escluso l'applicazione di dossi sulle vie di scorrimento.

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