Sicurezza
In tanti sono pronti a zappare
Boom di domande in municipio per il progetto degli orti urbani
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Sono bastate poche righe, all'interno di un articolo del Tirreno sulla crescita di una delle aziende più importanti del territorio, per scatenare la "febbre da contadino". Stiamo parlando del progetto degli orti urbani: spazi di terra altrimenti inutilizzati dati in concessione a privati cittadini per produrre ortaggi per l'autoconsumo. L'idea è tanto semplice quanto geniale e capace di tanti vantaggi in un colpo solo.
Tutto parte da un'altra buona notizia, il grosso ampliamento dell'azienda di surgelati Arbi, che agli attuali 6mila m³ di superficie ne aggiungerà quasi 13mila m³ (il che fa ben sperare sotto il profilo economico e occupazionale). Ma c'è un altro aspetto in questa storia. Come prevede il regolamento urbanistico monsummanese l'ampliamento è vincolato alla realizzazione di interventi a favore della collettività. In questo caso la contropartita è rappresentata dalla cessione al Comune di un'area di quasi 20mila metri quadrati, nella zona di via del Terzo. Una parte di questa superficie (5.800 m³) sarà destinata a ospitare un parcheggio. E i rimanenti 14mila m³? Tecnicamente sul piano di comparto si parla di "area destinata a parco urbano". Un nome che porta alla mente un giardino pubblico che però qui, a ridosso della campagna, avrebbe poco senso. Ed ecco l'idea: ospitarvi degli orti per chi volesse curare un pezzetto di terra. Un'idea geniale: si recupera un'area abbandonata, si offre una possibilità di svago (e di risparmio) ai cittadini, si tutela il territorio.
Tutto in una volta sola. Restava un dubbio: questo progetto avrebbe riscosso interesse? La risposta è arrivata nel giro di un paio di giorni. «Appena abbiamo dato la notizia - racconta il sindaco Rinaldo Vanni - in Comune hanno cominciato a presentarsi cittadini per chiedere cosa fare per avere l'assegnazione di un orto. L'idea, insomma, piace, e molto. A questo punto ci daremo da fare per elaborare un regolamento per l'assegnazione delle aree e contiamo, entro la fine dell'anno, di iniziare le procedure». Sì, l'idea piace. Non costa nulla alla comunità e comporta molti vantaggi. Speriamo che venga copiata.
Tutto parte da un'altra buona notizia, il grosso ampliamento dell'azienda di surgelati Arbi, che agli attuali 6mila m³ di superficie ne aggiungerà quasi 13mila m³ (il che fa ben sperare sotto il profilo economico e occupazionale). Ma c'è un altro aspetto in questa storia. Come prevede il regolamento urbanistico monsummanese l'ampliamento è vincolato alla realizzazione di interventi a favore della collettività. In questo caso la contropartita è rappresentata dalla cessione al Comune di un'area di quasi 20mila metri quadrati, nella zona di via del Terzo. Una parte di questa superficie (5.800 m³) sarà destinata a ospitare un parcheggio. E i rimanenti 14mila m³? Tecnicamente sul piano di comparto si parla di "area destinata a parco urbano". Un nome che porta alla mente un giardino pubblico che però qui, a ridosso della campagna, avrebbe poco senso. Ed ecco l'idea: ospitarvi degli orti per chi volesse curare un pezzetto di terra. Un'idea geniale: si recupera un'area abbandonata, si offre una possibilità di svago (e di risparmio) ai cittadini, si tutela il territorio.
Tutto in una volta sola. Restava un dubbio: questo progetto avrebbe riscosso interesse? La risposta è arrivata nel giro di un paio di giorni. «Appena abbiamo dato la notizia - racconta il sindaco Rinaldo Vanni - in Comune hanno cominciato a presentarsi cittadini per chiedere cosa fare per avere l'assegnazione di un orto. L'idea, insomma, piace, e molto. A questo punto ci daremo da fare per elaborare un regolamento per l'assegnazione delle aree e contiamo, entro la fine dell'anno, di iniziare le procedure». Sì, l'idea piace. Non costa nulla alla comunità e comporta molti vantaggi. Speriamo che venga copiata.
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