Finanza
Rumore per dire basta al rumore
Luca Signorini e Luigi Spinosi
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I manifestanti davanti al camion pubblicitario allestito per l’occasione in piazza ItaliaAlla fine niente corteo in autostrada, ma la protesta si è fatta sentire lo stesso
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MONTECATINI. Alla fine la marcia a 30 all'ora sull'A11 verso l'Autogrill di Serravalle, non c'è stata. Il rumore sì. E assordante, tra trombette ad aria compressa e le attualissime vuvuzelas. Perché il rumore, quello provocato dalle auto che sfrecciano sull'autostrada, si combatte con il rumore. Almeno per far capire, a opinione pubblica, forze dell'ordine e, soprattutto, ad Autostrade Spa, come può essere dannoso (per la salute) e fastidioso (per il quieto vivere civile) uno sforamento eccessivo dei decibel previsti per legge.
La marcia lenta, che nei giorni scorsi aveva raccolto sì tante adesioni ma, di contro, anche molti pareri contrari, ha suscitato la reazione della questura, contraria a una forma di protesta che poteva pregiudicare il normale traffico autostradale. Così, alla fine, gli organizzatori hanno deciso di rinunciare anche all'ipotesi di un corteo per le vie di Montecatini, decidendo di dar vita a un sit-in dimostrativo (soprattutto per il rumore) in piazza Italia, davanti alla stazione centrale. Il tutto scortati da diverse pattuglie richiamate per l'occasione: carabinieri, polizia e polizia municipale.
Un centinaio i cittadini, singoli o in rappresentanza di qualche associazione, che ieri mattina hanno voluto far sentire la propria voce, agghindati con magliette e striscioni con su la scritta "Fonoassorbimi" e l'immagine stilizzata di una testa, calva, con lo sguardo rabbioso, semplicemente munita di cuffie, l'unico strumento necessario per ripararsi dal disturbo delle macchine rombanti. Un camioncino (di quelli che portano la pubblicità) si è trasformato in una sorta di palco dove si alternavano i sostenitori dell'iniziativa. Dal comitato spontaneo nato per "combattere" contro Autostrade (Montecatini sud sud) alla Cigl, da Sinistra, Ecologia e Libertà al vicesindaco di Montecatini Edoardo Fanucci. E poi, loro, i residenti, quelli con le case a ridosso dell'A11: da via dei Colombi a via del Gallo, da via Sant'Antonio a via Gentile. «Ci prendono in giro», questo il grido risuonato con maggior frequenza. «la salute dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente sono le priorità assolute e per queste ci batteremo in tutte le circostanze e le sedi possibili per ridurne i diversi fattori di rischio» recitava il volantino distribuito da Sel. Libertà.
E ancora: «La terza corsia è un miraggio, ci dicono che allargheranno l'autostrada e dopo installeranno i pannelli - ha arringato Fanucci - ma sappiamo che nel comune di Pieve i pannelli già ci sono perché loro hanno pagato 100mila euro, a una società che fa utili miliardari. Noi non vogliamo pagare, è un nostro diritto e poi c'è il caso di Monsummano, loro i soldi li hanno messi a disposizione, ma lo stesso non hanno avuto i pannelli». La protesta è partita: 5mila volantini distribuiti, un comitato spontaneo e lenzuoli bianchi appesi ai balconi. E l'assicurazione che la protesta di ieri sarà solo la prima di una lunga serie.
La marcia lenta, che nei giorni scorsi aveva raccolto sì tante adesioni ma, di contro, anche molti pareri contrari, ha suscitato la reazione della questura, contraria a una forma di protesta che poteva pregiudicare il normale traffico autostradale. Così, alla fine, gli organizzatori hanno deciso di rinunciare anche all'ipotesi di un corteo per le vie di Montecatini, decidendo di dar vita a un sit-in dimostrativo (soprattutto per il rumore) in piazza Italia, davanti alla stazione centrale. Il tutto scortati da diverse pattuglie richiamate per l'occasione: carabinieri, polizia e polizia municipale.
Un centinaio i cittadini, singoli o in rappresentanza di qualche associazione, che ieri mattina hanno voluto far sentire la propria voce, agghindati con magliette e striscioni con su la scritta "Fonoassorbimi" e l'immagine stilizzata di una testa, calva, con lo sguardo rabbioso, semplicemente munita di cuffie, l'unico strumento necessario per ripararsi dal disturbo delle macchine rombanti. Un camioncino (di quelli che portano la pubblicità) si è trasformato in una sorta di palco dove si alternavano i sostenitori dell'iniziativa. Dal comitato spontaneo nato per "combattere" contro Autostrade (Montecatini sud sud) alla Cigl, da Sinistra, Ecologia e Libertà al vicesindaco di Montecatini Edoardo Fanucci. E poi, loro, i residenti, quelli con le case a ridosso dell'A11: da via dei Colombi a via del Gallo, da via Sant'Antonio a via Gentile. «Ci prendono in giro», questo il grido risuonato con maggior frequenza. «la salute dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente sono le priorità assolute e per queste ci batteremo in tutte le circostanze e le sedi possibili per ridurne i diversi fattori di rischio» recitava il volantino distribuito da Sel. Libertà.
E ancora: «La terza corsia è un miraggio, ci dicono che allargheranno l'autostrada e dopo installeranno i pannelli - ha arringato Fanucci - ma sappiamo che nel comune di Pieve i pannelli già ci sono perché loro hanno pagato 100mila euro, a una società che fa utili miliardari. Noi non vogliamo pagare, è un nostro diritto e poi c'è il caso di Monsummano, loro i soldi li hanno messi a disposizione, ma lo stesso non hanno avuto i pannelli». La protesta è partita: 5mila volantini distribuiti, un comitato spontaneo e lenzuoli bianchi appesi ai balconi. E l'assicurazione che la protesta di ieri sarà solo la prima di una lunga serie.
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