Il Tirreno

Montecatini

Mammografo: no della Cisl

Bocciato il riutilizzo di quello di Pistoia

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 PESCIA. Una risposta che non soddisfa la Cisl: è quella arrivata dall'Asl 3 sulla questione dei mammografi.  «Sarà anche vero come afferma L'Azienda - scrivono Alessandro Bartalini e Andrea Bini della Cisl - che il mammografo pistoiese "girato" a Pescia, è pur sempre un valido apparecchio diagnostico, ma è comunque innegabile che è vecchio e datato. D'accordo, ha in più, rispetto all'attuale apparecchio presente nella sala mammografica, la stereotassi, ma la differenza fra un apparecchio diagnostico digitalizzato di ultima generazione (vedi quelli che vanno a Pistoia) e uno analogico (riciclato su Pescia) è quantomeno abnorme. Col secondo l'immagine è quella e quella resta, mentre con il primo, il digitale, il risultato prodotto viene ulteriormente elaborato con sofisticati software, consentendo una migliore qualità dell'immagine stessa, che tanto significa nella accuratezza di diagnosi nelle neoplasie mammarie».  «Altro punto della risposta Asl - continuano i sindacalisti - riguarda i numeri delle prestazioni effettuate. Si legge che il mammografo ceduto a Pescia risulta del tutto adeguato ai volumi delle attività di senologia clinica che vi vengono svolte, mentre lo screening, che produce numeri superiori, viene svolto con un apparecchio con strumentazione digitale alla Casa delle Prevenzioni di Montecatini. Dobbiamo però evidenziare che non si possono fare sterili conti a tavolino quando è in gioco la salute delle pazienti della Valdinievole. La salute, infatti, va ben oltre delle semplici scelte manageriali ed economiche che finiscono, nella maggioranza dei casi, per prevalere sulle reali necessità dei cittadini».

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