Il Tirreno

Montecatini

Coro di no alle proposte del Comune sugli orari dei pubblici esercizi

Il regolamento non piace

I nodi: lotta ai rumori ed esigenze della categoria

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 MONTECATINI. Dirittura d'arrivo, tra lo scontento di tutti, seppure con motivazioni ben diverse, per il regolamento sugli orari di apertura dei pubblici esercizi. «Ieri - scrive Fiepet Confesercenti - si è tenuto un incontro tra categorie e Comune per definire un nuovo assetto degli orari di bar e ristoranti».  «Non condividendo la proposta fatta dall'amministrazione - prosegue la Fiepet Confeserecenti - abbiamo dimostrato come un provvedimento restrittivo generalizzato andrebbe ingiustamente a minacciare il lavoro di aziende mai responsabili di rilievi sulla quiete pubblica. Per questo ribadiamo la necessità di non addivenire ad affrettate conclusioni e di impegnarci per conseguire un risultato che salvaguardi il riposo dei cittadini e il lavoro di chi fino a oggi ha operato nel pieno rispetto delle regole".  Forte contrarietà anche di Fipe Confcommercio all'ipotesi di nuovo regolamento degli orari degli esercizi di somministrazione. «Il Comune - scrive la Fipe - ha confermato la proposta iniziale che prevedrebbe: per la zona centrale la chiusura alle 2,30 con protrazione alle 3,30 nei giorni festivi e prefestivi; per la zona di interesse commerciale e di servizio in commistione con il tessuto edilizio la chiusura alle 2,30. Per il momento sono state quindi scartate tutte le ipotesi che avevamo avanzato per garantire tranquillità ai residenti nelle ore notturne consentendo allo stesso tempo a bar e ristoranti di poter continuare a svolgere il loro servizio. Il drastico provvedimento in corso di adozione penalizza tutte le imprese, sia quelle i cui clienti non arrecano disturbo alla quiete pubblica, sia quelle che avevano a più riprese garantito la disponibilità ad assicurare interventi per ridurre fortemente l'eventuale disagio provocato da schiamazzi».  «Solo ora - scrivono infine in una nota congiunta Federconsumatori e Adiconsum - gli esercenti si dichiarano aperti a forme di auto-controllo, forse ignorando che, come ha stabilito la Cassazione, è obbligo del gestore controllare che la frequenza del locale sia all'interno che all'esterno non sfoci in condotte contrastanti con le norme concernenti l'ordine e la tranquillità pubblica. La concessione dell'uso del suolo pubblico dovrebbe essere vincolato al rispetto di quanto sopra, soprattutto in orario serale e notturno, pena la revoca della licenza. Le proposte fatte dal Comune sugli orari dei locali pubblici ci lasciano dubbiosi circa l'efficacia nel porre rimedio al problema».

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