Sicurezza
Il punto verrà fatto in un convegno a Pescia dal 9 all’11 luglio. Soddisfazione del presidente dell’Atc, Moreno Mencarelli
Risultati positivi della "pulizia faunistica"
Luca Signorini
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Moreno Mencarelli, presidente dell’Atc 16In un anno ridotte del 50 per cento le richieste di risarcimento dei danni prodotti dagli ungulati
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MONTECATINI. E ora pensate ad una rinnovata figura di cacciatore. Non più uomini armati a caccia di prede e trofei, ma profondi conoscitori del territorio, delle sue problematiche, delle sue esigenze ambientali. «C'è stata una profonda crescita culturale», spiega Moreno Mencarelli. Il presidente dell'Atc 16 spiega che «oggi la caccia viene intesa come gestione del nostro patrimonio, la funzione del mondo venatorio è diversa rispetto al passato, è una sentinella per il territorio, l'attività è al servizio della comunità 365 giorni l'anno, si dimostra uno stimolo continuo. E il convegno di scena a Pescia il 9, 10 e 11 luglio è una tappa intermedia dove tirare le somme e fare il punto della situazione. Vietato è però abbassare la guardia». Perché, ora, da una parte ci sono i tanti cacciatori attivi nei nostri boschi (2mila solo per i cinghiali), dall'altra (in casi di particolare necessità e urgenza) ci sono i cosiddetti Piani di controllo: squadre attrezzate (e preventivamente formate) con il compito di attivare strumenti tampone per abbattere (o riequilibrare) i capi, soprattutto in riferimento agli ungulati (cinghiali, cervi, daini e caprioli). Una sorta di "pulizia faunistica", conseguenza dei danni prodotti dagli animali, che si inserisce accanto alla semplice caccia, intesa come gestione ordinaria della popolazione. «Oggi i risultati si vedono e le prospettive sono più che buone - commenta l'assessore provinciale alla caccia, Rino Fragai - nell'ultima stagione i danni economici si sono ridotti, abbiamo un 50% in meno di richieste di risarcimento e meno segnalazioni. Il lavoro dell'Atc e della provincia è importante, ma sono i cacciatori i veri artefici di questo nuovo modello, si sono assunti le responsabilità che prima non avevano». Guardiamo i numeri: durante il periodo indicato dal calendario venatorio sono stati prelevati 544 caprioli (contro i 309 della passata stagione), 158 cervi (contro i 132 del 2008/2009) e, negli ultimi due anni, oltre 2mila cinghiali a stagione (a fronte di una media del decennio precedente intorno ai 1.400 capi). Sono diminuiti anche i danni provocati dagli ungulati: dai 37mila e 300 euro del 2008 ai quasi 20mila del 2009 per il cinghiale, dai 34mila del 2008 ai 25mila del 2009 per il cervo. Ecco che torniamo agli strumenti: come le forme di prelievo selettivo (per equilibrare il rapporto sesso/età degli animali), fissate nel piano faunistico venatorio, come i già citati Piani di controllo e come l'Acater, l'organismo interregionale che comprende i territori di Pistoia, Prato, Firenze e Bologna. Di tutto questo si parlerà nel weekend alla Gipsoteca Andreotti di Pescia e una mostra di Mario Norfini (aperta dal 10 luglio al 12 settembre) renderà ancora più affascinante l'appuntamento con la caccia.
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