Il Tirreno

Montecatini

Nessuna discontinuità con le amministrazioni precedenti. «Eppure i soldi ci sono»

«Quattrocento giorni di nulla» Il Pdl va all'attacco della giunta

David Meccoli
Lo stato maggiore del Pdl al completo durante la conferenza stampa
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Lo stato maggiore del Pdl al completo durante la conferenza stampa

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 MONTECATINI. Quattrocento giorni di giunta Bellandi per costruire il nulla. Il Pdl si presenta in conferenza stampa con la formazione tipo e smonta punto per punto la gestione del governo di centrosinistra della città a oltre un anno dal suo insediamento.  I soldi ci sono. «Fin dall'inizio - dice il capogruppo in consiglio comunale, Alberto Lapenna - abbiamo detto che avremmo lasciato lavorare la giunta per un anno e lo abbiamo fatto, esercitando un'opposizione costruttiva. Ma ora la luna di miele è finita e la città deve sapere ciò che ha fatto questa amministrazione, che solo incidentalmente si ritrova al governo di una città in cui l'elettorato è saldamente legato al centrodestra. Nell'opinione pubblica cresce infatti sempre più l'amarezza, in quanto non vede discontinuità con la precedente giunta e non vede alcun punto del programma realizzato, neanche le opere pubbliche già finanziate dall'amministrazione Severi. Eppure abbiamo lasciato 6 milioni di avanzo, dei quali solo 2 vincolati. La città è scontenta, le iniziative culturali e gli spettacoli sono stati accantonati. Intuizioni positive come Time out si sono rivelate di modesta eco a livello nazionale. Mancano un progetto politico amministrativo, idee per lo sviluppo, investimenti e arredo urbano. I soldi ci sono: è inutile che il sindaco vada a sdraiarsi a Firenze dicendo che il governo Berlusconi taglia i fondi».  Stessa città di sempre. Andrea Gabbani la butta sull'ironia. «Il progetto globale è stato realizzato: la città, infatti, si è uniformata nel senso che non è stato fatto nulla da nessuna parte. Nessun lavoro pubblico è stato iniziato, tanto meno i bagni di piazza del Popolo che erano stati fatti passare per una grande opera. La città non sarà forse peggiorata, ma di certo è rimasta quella di prima».  Zone inavvicinabili. Andrea Quaranta punta il dito sulla sicurezza. «Ci sono certe aree, come per esempio piazza Gramsci, ormai diventate inavvicinabili dalle famiglie. Il sindaco aveva promesso che avrebbe devoluto parte dei suoi emolumenti per avere nuovi poliziotti, ma erano solo discorsi. E poi, con la Ztl, è riuscito a mettersi contro tutti i commercianti, che ora si sono riuniti in un comitato del centro». Gli fa eco Giovanni Spadoni: «Non si parla più della nuova sede del commissariato: si vede anche da questo che la sicurezza non è tra le priorità del sindaco. Ancora oggi chi chiede un passaporto deve entrare dallo stesso ingresso di un arrestato. Siamo ormai rassegnati a un lento declino, a un appiattimento verso il basso profilo e questa giunta, con i suoi piccoli provvedimenti tampone, garantisce che ciò avverrà».  Tendenza al declino. «Il giudizio politico sulla giunta - dice Riccardo Sensi - è negativo. Questa amministrazione sta accompagnando il declino della città assumendo una posizione neutrale rispetto all'andamento della vita cittadina. Le giunte Severi avevano almeno cercato di realizzare progetti che invertissero la tendenza al decadimento, spesso non andando a segno, ma questa amministrazione non fa altro che continuare per la sua strada senza nessuna iniziativa. L'unico punto realizzato è quello del taxi a un euro, che è però fallito in quanto non se ne serve nessuno».  Imbarazzo sull'urbanistica. «Siamo tutti d'accordo - dice ancora Sensi - a bloccare i fenomeni di speculazione immobiliare, ma sarebbe opportuno utilizzare l'urbanistica come volano per l'economia cittadina. Parlo di sopraelevazioni, di ristrutturazioni, di svincoli alberghieri: sono 13 mesi che su questi argomenti è calato un silenzio imbarazzante e imbarazzato. Qual è l'orientamento della giunta?».  Fiori sì, ma... «Dobbiamo riappropriarci - dice Eugenio Pancioli - dell'identità perduta della nostra città. Sulle Terme sarebbe pertanto opportuno rinegoziare il mutuo con la Bnl, allungando i tempi in modo da ottenere un rateo annuale più basso evitando così costi insostenibili».  «Sulla conferma dell'amministratore unico, Giovanni Fiori - aggiunge Spadoni - siamo d'accordo, anche se la sua relazione in consiglio comunale non mi è piaciuta, in quanto somigliava più a una liquidazione dell'azienda. Le Terme, poi, sono in perdita, ma non danno le giuste risposte».

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