Lutto
Cartacce, rifiuti e sporcizia dove giocano i ragazzini
Leonardo Bianucci
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Il parco giochi oggetto della protesta 2 MINUTI DI LETTURA
Sabato scorso, nove del mattino, caldo afoso: propongo a mio nipote di tre anni e mezzo di andare ai "giochini" come li chiama lui. Che accetta con entusiasmo. Partiamo in macchina, e insieme alla nonna arriviamo davanti ai giardini di Nerja. Mio nipote si fionda dentro al cancello, seguito dalla nonna, felice di poter giocare insieme agli altri pochi bambini che a quell'ora erano li allegri e vocianti, io parcheggio la macchina ed entro: per poco non mi prende un colpo! Vedo mio nipote insieme a quei bambini che corrono qua e là da un gioco a un altro in mezzo a sporcizia di ogni genere: sacchetti di plastica, lattine, scarpe rotte, fazzolettini usati, fogli di giornali svolazzanti qua e la, bottiglie vuote, insomma sporcizia in ogni dove. A quella vista mi cresce una indignazione che non riesco a trattenere, avviso mia moglie, corro a casa, prendo la macchina fotografica, torno sul posto, scatto alcune fotografie che credo non riescano a rendere l'idea di quanta sporcizia e degrado vi fosse all'interno di quel perimetro dove quotidianamente vengono a giocare bambini in tenera età. I pochi giochi che ci sono, sono ridotti in uno stato pietoso: rotti, sporchi, pieni di scritte di ogni genere, come del resto la pietra all'entrata dei "giardini" sulla quale è scolpito il nome dello spazio giochi e pensare che sono stati inaugurati soltanto un anno fa circa. Io mi domando con quale coscienza si possano tenere in quello stato degli spazi pubblici per di più frequentati da bambini; quale educazione civica viene insegnata loro con questi metodi. Credo che i cittadini dovrebbero essere più rispettosi del patrimonio pubblico, ma anche l'amministrazione pubblica che ci governa dovrebbe vigilare di più e meglio affinchè gli spazi pubblici siano punti di aggregazione e di socializzazione e non invece occasione di degrado, di sporcizia, di diseducazione e di illegalità.
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