Sicurezza
Chiesta una distinzione per chi utilizza gli apparecchi senza scopo di lucro
No alla tassa sui fonografi
◗
Tasse inviate anche ai parrucchieri Cna invita gli artigiani a non pagare i bollettini
2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. La Cna provinciale ribadisce la ferma opposizione alle richieste di pagamento che continuano ad arrivare alle imprese da parte del consorzio Scf e dalla Confcommercio. Da tempo le imprese - in particolare quelle di acconciatura ed estetica, ma non solo - si vedono recapitare bollettini di pagamento per un diritto per l'utilizzo di musica appartenente al repertorio Scf, diritti connessi al diritto d'autore inerenti le registrazioni sonore di coloro che realizzano l'opera discografica (fonografici). Ma la Cna la pensa diversamente: «Ripescando una legge di 70 anni fa, i fonografici hanno deciso unilateralmente di applicare alle aziende importi intorno ai 120 euro, aggiungendo in certi casi addirittura delle penali e chiedendo pagamenti anche per gli anni precedenti». Secondo il presidente provinciale Cna Benessere e Sanità, Massimiliano Peri, «si tratta di una pretesa illegittima e coercitiva ed è già stata data indicazione agli associati di non effettuare il pagamento di un diritto che per 70 anni non è stato preteso e che risulta molto discutibile nel merito, in quanto non sono chiari i presupposti e le modalità di calcolo, oltretutto non differenziando fra chi utilizza tali strumenti a scopo di lucro o meno». Inoltre, aggiunge il presidente Peri, «il modo perentorio, per non dire addirittura intimidatorio, con il quale viene preteso l'importo, sin dalla prima richiesta, e senza ulteriori chiarimenti né spiegazioni, lascia pensare ad una coercizione inaccettabile». A tutto questo si è aggiunta il «sotterfugio della Confcommercio pistoiese, che sta cercando di carpire nuovi associati inviando indiscriminatamente lettere alla imprese, invitandole a pagare a Scf anche gli anni precedenti, prospettando sì degli sconti, ma su un diritto che non è dovuto nei termini descritti. Ovviamente lo sconto vale solo per i soci Confcommercio e, dunque, la ditta dovrebbe pagare anche la quota associativa». La posizione della Cna, confermata nel corso di una riunione nella sede nazionale di Roma qualche giorno fa, è fermamente contraria al pagamento da parte delle categorie da essa rappresentate. «Ci sembra immorale - prosegue Peri - che alle aziende venga richiesto di pagare una cifra che, fra annualità regresse e presenti, e tessere di Confcommercio, potrebbe superare i 400 euro. I diritti a cui fanno riferimento Scf e Confcommercio riguardano solo le aziende per le quali esiste un rapporto diretto tra ricavi e diffusione della musica; pertanto gli acconciatori, le estetiste, i tatuatori, eccetera, rientrano in un'altra tipologia per la quale ancora non esiste né accordo, né decreto. Fino a che questi aspetti non verranno definiti, queste aziende non sono tenute a pagare». Nel frattempo la Cna nazionale sta lavorando per costituire un tavolo di confronto istituzionale per fare una distinzione fra chi utilizza i fonografi "senza scopo di lucro" e chi "a scopo di lucro".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
