Lutto
Approvato latto di indirizzo per la riconferma nel ruolo di amministratore unico
Fiori, all'unanimità l'ok del consiglio
Giovanna La Porta
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MONTECATINI. Votato all'unanimità dal consiglio comunale l'indirizzo al sindaco Giuseppe Bellandi per la riconferma di Giovanni Fiori come amministratore unico delle Terme. Le mani si sono alzate, su proposta del capogruppo del Pdl Alberto Lapenna, al termine di un lungo e intenso dibattito avviato dal primo cittadino. «La città ha il diritto di fare la sua scelta - ha detto Bellandi - e il Comune di Montecatini va rispettato. Non ci sono altri nomi in ballo. Fiori ha garantito, con il suo operato, l'avvio di un percorso. Mi sento tutelato dal suo management e non intendo rinunciarci. Quando fu nominato ci furono polemiche (il riferimento è alla difesa che l'opposizione di centrosinistra fece, a quel tempo, per il mantenimento del cda, ndr). Ma sono state ampiamente superate dai fatti. Dopo anni di crisi, è stata intrapresa una strada. Non possiamo azzerare tutto. È vero che la normativa regionale è sfavorevole, ma le leggi vanno interpretate». Il discorso ha incontrato gli apprezzamenti della minoranza. Proprio per questo Lapenna ha suggerito di mettere ai voti quelle parole. «Non siamo camaleonti - ha affermato l'ex vice sindaco - il manager unico delle Terme, voluto da noi, ha invertito la tendenza, avviando il progetto Fuksas e ottenendo il credito dalle banche. La legge regionale è assurda e non può riguardare una partecipata che non è totalmente in carico alla Regione. Di escamotage possibili ce ne sono diversi, primo fra tutti un patto parasociale che conferisca al Comune la competenza di nominare l'amministratore Siamo pronti a fare le barricate per tenere Fiori su quella poltrona». Moreno Mencarelli (Amo Montecatini) è convinto che «serve un documento della città per dare una sterzata alla situazione. La Regione è un ottimo socio con ottime disponibilità. Però le Terme sono di Montecatini. Temo un pastrocchio. La sensazione è che si possa arrivare a mettere a fianco di Fiori un'altra persona». Franco Pazzaglini, capogruppo Pd, ha ritenuto «inaccettabile sostituirlo ora. Dobbiamo conciliare il limite di mandato con la volontà di mantenere al suo posto l'amministratore uscente». Eugenio Pancioli (Pdl), pur condividendo la necessità di lasciare Fiori al timone delle Terme, ha sottolineato che «qualcosa va rivisto. Non mi piace l'alienazione dei Bagni gratuiti. È l'unico spazio possibile per la realizzazione di un parcheggio o per un eventuale ampliamento delle Redi che, col tempo, rischiano di non soddisfare la domanda. E poi sarebbe opportuno rinegoziare il mutuo con la Bnl, allungando la rateizzazione a trent'anni a fronte di una rata più bassa, che consenta alla gestione di respirare». Raffaele Lenzi (Pdl): «La logica del miglior prezzo non è l'unica da seguire. Servono regole diverse di ponderazione al momento della gara. I negozi hanno già chiara destinazione. Ma per i Bagni gratuiti, la cui procedura di cessione ha registrato già dei ritardi, non possiamo limitarci a pensare di fare cassa. Se un acquirente offre una cifra più bassa ma garantisce una destinazione favorevole al progetto di rilancio, deve essere privilegiato rispetto a chi è pronto a dare di più ma potrebbe, in seguito, far pressioni sull'amministrazione per ottenere l'assenso su finalità che non sono consone al piano industriale. Magari mettendo su un magazzino di scarpe. Riguardo alla Bnl, è già tanto che abbia concesso il prestito. È improbabile una rinegoziazione». Per Giovanni Spadoni (Pdl) «Fiori va confermato. L'obiettivo del Comune cozza con quello della Regione. Lo dico nonostante non sia stato finora completamente d'accordo con il suo operato. Il piano che ci ha illustrato all'inizio dell'anno era più vicino alla messa in liquidazione che al rilancio delle Terme. Però sostituirlo, a questo punto, sarebbe un errore». Ok a Fiori anche dal consigliere regionale della Lega Nord, Antonio Gambetta Vianna.
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