Proteste
BluBus ora rischia lo stop
Luca Signorini
Convenzione rinnovata solo fino al 2011
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PIEVE A NIEVOLE. I bus rischiano di spegnere i motori, e le persone di rimanere a piedi. La situazione del trasporto pubblico locale arriva ad un punto di svolta. Il contratto della Regione (e così delle Province e dei Comuni) con la società BluBus (partecipata di Copit e Lazzi), è già scaduto da due anni e vive, ancora oggi, grazie a due proroghe consecutive (per il 2009 e per il 2010), dilatando il regolamento Ue in vigore dal 2007. Il rischio è che, dopo il rinnovo del contratto per un'altra annualità, si arrivi al primo luglio 2011 con i pullman fermi, gli autisti a braccia conserte e in cassa integrazione. Tutto a danno della comunità, di coloro che usufruiscono delle corriere: studenti, anziani, portatori di handicap. L'argomento è stato affrontato mercoledì sera dal consiglio comunale di Pieve che, con l'astensione dell'Udc e il voto contrario del Pdl, ha approvato l'ultima proroga possibile per il rinnovo della convenzione con BluBus. «Per noi qui c'è un fallimento delle politiche dei trasporti a livello regionale - ha commentato Gino Giulietti, dell'Udc - la Regione ha interrotto tutti i contratti in essere senza procedere all'istituzione di un nuovo bando per affidare il servizio. C'è da pensare a una riorganizzazione totale per rispondere alle nuove esigenze, la regione, le province e i comuni hanno sei mesi di tempo per sedersi ad un tavolo e discutere su un nuovo piano triennale. L'azienda, nel luglio 2011, è nella condizione di spegnere i pullman, un servizio con una valenza sociale non indifferente che, se annullato, porterebbe notevoli disagi ai cittadini». Come spiegato dall'amministrazione pievarina, la Regione dava la copertura finanziaria per i trasporti fino al 2011 e la manovra da 23 miliardi in corso di approvazione in Parlamento certo non giova a questo tipo di servizio. Gli enti locali avranno 200milioni di euro in meno su due anni con un 40% di taglio sul trasporto pubblico locale. Ha detto l'assessore Desdemona Raspa: «Stasera proponiamo la continuazione del servizio per non interromperlo domani. Siamo concordi nel pensare ad una riorganizzazione, noi come comune ci impegniamo ad incontrarci con l'azienda per delineare un migliore modello di gestione». Nel discorso si inseriscono alcuni dati da cui potrebbe partire una riflessione: l'offerta di posti disponibili (in provincia) sui bus è di 1milione e 500mila contro l'effettivo trasporto, fermo a 23mila passeggeri al giorno, con 399 dipendenti a rischio licenziamento.
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