Sicurezza
«Addio al piccolo grande uomo sempre allegro e disponibile»
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Il feretro di Lucchesini sul sagrato della chiesa2 MINUTI DI LETTURA
PONTE. Commozione e tante domande senza risposta per l'addio a Luca Lucchesini, l'operaio di 49 anni deceduto domenica mattina mentre si stava allenando in bicicletta sulla circonvallazione di Pontedera. Vicini alla moglie Tiziana e ai figli Giacomo, Silvia e Sonia gli amici, i colleghi e i parenti dello sfortunato padre di famiglia il cui cuore si è fermato all'improvviso. Nel giorno del funerale un'amica, Daniela Navarra, ha scritto una lettera di ricordo: «Ho conosciuto "l'uomo ragno"! Così mi piaceva chiamarlo quando, sudato nella sua tuta attillata, tornava dagli allenamenti... lui e la sua bici, sempre insieme, uniti da un legame indissolubile come l'amore che l'ha tenuto legato alla moglie e alla famiglia; come la fedeltà con la quale la sua "piccola, mastodontica" gemma lo ricambiava, come l'affetto che ha fatto nascere in noi, ragazze di città alla scoperta del nuovo mondo bucolico. Ricordi che riaffiorano alla mente con violenza, con insistenza in un momento in cui di ricordare non ne avrei voglia. Pensieri e parole di un uomo che ha sempre dato tanto a tutti e che con leggerezza viveva la sua vita scandita dal lavoro, dagli appuntamenti con la famiglia e con lo sport, dal giro in scooter all'auto sempre carica di spesa e di allegria. L'uomo della porta accanto che quella porta non la chiudeva mai! La sua casa come un piccolo rifugio di calore, di armonia e di disponibilità sempre e comunque verso i figli e verso il prossimo; il nostro amministratore di "corteminio", l'amico che in sei anni di conoscenza ci ha fatto un po' da padre, un po' da tutore. L'amico che avrei voluto vivere ancora e ancora e che se mi avesse concesso ancora tempo avrei presentato ai miei figli come un esempio e che da faro ha fatto ai suoi tre splendidi ragazzi. L'ultimo giro in bici ti ha portato lontano da tutti noi e, ancora, hai tagliato il traguardo solo che, stavolta, non è quella la soglia che avremmo voluto tu varcassi. Egoisti noi esseri impotenti su questa terra ti avremmo voluto tenere ancora qui, con noi e vederti tornare ancora una volta sudato e sorridente stretto nella tua tutina da "uomo ragno" che stringi nelle mani il tuo trofeo. E trascorrere ore ed ore sotto il sole a sentirti raccontare a tutti noi della "corte" i tuoi successi. Piccolo ma grande uomo dal nome simpatico: Luca Lucchesini. Ancor con gli occhi lucidi ti saluto. Addio Luca, amico amico».
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