Il Tirreno

Montecatini

A febbraio Bellandi, rispondendo a una interrogazione, aveva affermato che la soluzione sarebbe arrivata a breve

Un tavolo di lavoro per il Commissariato

Giovanna La Porta
L’attuale sede del Commissariato, ormai inadeguata
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L’attuale sede del Commissariato, ormai inadeguata

Lo chiede Giovanni Spadoni (Pdl) al sindaco: «Basta con le promesse a vuoto»

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 MONTECATINI. «Basta con le promesse». Giovanni Spadoni, avvocato, consigliere comunale Pdl ed ex esponente di An, torna sulla vicenda della sede del commissariato. Spadoni, a fine febbraio scorso, aveva presentato un'interrogazione nella quale chiedeva lumi, al sindaco Giuseppe Bellandi, sul futuro di una struttura destinata a traslocare in luogo da destinarsi.  «Non è più tempo di proclami - afferma Spadoni - e nelle ultime settimane abbiamo atteso invano un segnale concreto. In via Puccini ci sono persone che lavorano, pur tra tante difficoltà, per garantirci sicurezza. Meritano risposte serie. Abbiamo più volte sollecitato l'amministrazione. Serve un tavolo di concertazione che lavori per individuare una soluzione e una sede degna del commissariato. Non siamo più disposti ad attendere e non ci accontentiamo delle parole. Non è possibile disegnare un rilancio senza pensare alla sicurezza».  Nell'interrogazione discussa nei primi di marzo, Spadoni sottolineava che «bisogna constatare che un cavallo di battaglia dell'amministrazione in campagna elettorale, non trova riscontro sul campo. Il fatto ci stupisce ancora di più, in quanto sembrava che le parti in causa avessero trovato un'intesa di massima sulla nuova sede del Commissariato: in sostanza, sembrava cosa fatta. Non occorre sottolineare come il fallimento, o l'empasse della trattativa ha come corollario il cristallizzarsi di una situazione insostenibile per gli agenti della Polizia di Stato, che si trovano a lavorare in un ambiente inidoneo a rendere dei servizi, dal controllo del territorio alla prevenzione e repressione dei reati, fondamentali per una collettività e per una città che aspira ad un rilancio a 360 gradi».  Bellandi, in quell'occasione, aveva replicato dicendo che una soluzione era già stata individuata e che a breve il nodo sarebbe stato sciolto.

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