La manifestazione
LINTERVENTO
Verso una città medicalizzata
La Destra Montecatini
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Siamo preoccupati per il destino delle Terme. Al di là dei velleitari tentativi di vedita "a pioggia" nella speranza di tacitare i creditori sempre più impazienti, l'unico interlocutore pare essere quello "sanitario". Si sta avverando quanto previsto in campagna elettorale da La Destra: la "medicalizzazione" della nostra città. La Regione, nel tentativo di scongiurare il fallimento delle Terme, da una parte sta versando denaro tramite le varie acquisizioni immobiliari della Asl 3; dall'altra solleciterebbe alcuni privati a fare altrettanto come nel caso dell'ipotizzato trasferimento ed ampliamento del S. Rita. Quale sarebbe la "sollecitazione"? Quella di ampliare la quota di convenzionamento delle prestazioni. Per carità, a mali estremi, estremi rimedi. Ma l'Amministrazione comunale abbia il coraggio di ammetterlo e di farne partecipe la cittadinanza e gli operatori economici. Siamo davvero sicuri che l'unica strada per evitare la "morte per sfinimento" della nostra città sia quella di trasformarla in un centro medico-riabilitativo rivolto ad una clientela attempata e convalescente? In quest'ottica ha senso che quei pochissimi imprenditori, ancora in grado economicamente di poterlo fare, si indebitino per migliorare le loro aziende? Forse sarebbe meglio che gli albergatori, piuttosto che ammodernare i bagni delle camere, pensassero di attrezzare i piani con moderni vuota-padelle e pappagalli. Un'altra cosa però fa riflettere e sarebbe curioso sapere se è limitata alla nostra provincia o, più probabilmente, si sta estendendo in tutta la regione. La sanità toscana è andata sempre fiera di quanto offriva il pubblico relegando ai margini il privato e in particolare il privato-convenzionato per anni "strozzato" da "tetti" sempre più penalizzanti. In questi ultimi tempi invece si sta assistendo ad un "contrordine compagni" con una progressisa estensione delle "convenzioni" al settore privato: non sarà mica che un certo numero notabili post-comunisti abbia fiutato che investire nel settore sanitario potrebbe essere un buon affare per sé e per i propri "sponsor" se garantiti da congrui "pacchetti" di convenzioni?
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