Il Tirreno

Montecatini

Treno deragliato, ma per finta

Luca Signorini
A destra i soccorritori in azione dentro un vagone ferroviario e all’interno dell’ospedale da campo allestito alla stazione
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A destra i soccorritori in azione dentro un vagone ferroviario e all’interno dell’ospedale da campo allestito alla stazione

Incidente simulato in stazione per provare l'efficienza dei soccorsi

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 MONTECATINI. Prima due ambulanze di ricognizione sono giunte sul posto. Da brividi la scena che si è materializzata di fronte ai volontari: un treno è deragliato in seguito a una scossa di terremoto. Il primo vagone, per l'urto, è uscito dai binari: 40 sono i feriti totali. Anche due operai delle Ferrovie, intenti alla manutenzione di un cavo elettrico sono rimasti coinvolti.  Niente paura: questa è la cronaca (vera) di una tragedia finta. Uno spettacolo (che ci auguriamo di vedere sempre simulato) di colori, luci, suoni, la prova più imponente di una tre giorni di dimostrazioni pratiche delle Misericordie.  Una volta avvenuto l'incidente (falso) il personale in servizio alla stazione di piazza Italia ha subito avvisato il supervisore della circolazione ferroviaria di Pisa e i soccorsi. In dieci minuti circa 25 ambulanze, una decina di fuoristrada e 200 volontari sono arrivati sul luogo dell'evento. Tutta la macchina organizzativa (soccorritori e mezzi) si è mossa nella notte, dal campo base in zona Ipercoop allo scalo treni Montecatini-Monsummano. E tanti anche i curiosi (nonostante l'ora tarda, da mezzanotte di sabato alle 4 di ieri mattina) impietriti, affascinati dal lavoro faticoso di questi "angeli custodi". Arrivano anche gli psicologi: in casi simili, infatti, molti perdono il lume della ragione.  Gli "attori" ricostruiscono alla perfezione un così tragico evento: urla, schiamazzi, imprecazioni. A fatica i volontari tengono a bada i più esagitati, quelli rimasti illesi che, disperati, sono alla ricerca dei parenti feriti. Decine e decine di barelle sopraggiungono illuminate dai cinque punti luce installati. L'esercito dei soccorsi si muove all'unisono, i capisquadra impartiscono gli ordini, le cavie, nel trambusto, sono imbrigliate nei lettini e portate al "posto medico avanzato" allestito in piazza Italia. I feriti più gravi raggiungono i centri ospedalieri vicini, gli altri si sottopongono alle cure mediche sotto il tendone. Si scattano le foto: ecco come lavorano i volontari in caso di drammatici eventi (il ricordo va alla strage di Viareggio e al terremoto d'Abruzzo).  Anche nel pomeriggio di sabato altre prove hanno tenuto impegnati i volontari. In particolare la simulazione di un incidente stradale tra due macchine, un pedone e un ciclista. Nello scontro, sono rimaste ferite nove persone. Si teme il peggio per pedone e ciclista, urtati dall'auto impazzita che ha poi terminato la sua corsa su un'aiuola. Nove ambulanze (una per ferito) hanno prestato soccorso, tra barelle rigide, letti mobili e prime procedure di rianimazione.  Si conclude così la tre giorni di prove e simulazioni, un'iniziativa utile per ripassare tecniche e operazioni di soccorso, per partecipare a corsi di formazione e per informare la cittadinanza sul lavoro, tanto difficile quanto necessario, del volontariato.

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