Il Tirreno

Montecatini

Amministratori e cittadini infuriati per il rinvio a un futuro remoto dell’installazione dei pannelli fonoassorbenti

Niente barriere, scoppia la protesta

Luca Signorini
A destra un tratto della trafficata autostrada A11 Firenze-Mare Sotto un momento dell’assemblea di giovedì sera sulla questione dei pannelli fonoassorbenti
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A destra un tratto della trafficata autostrada A11 Firenze-Mare Sotto un momento dell’assemblea di giovedì sera sulla questione dei pannelli fonoassorbenti

Il Comune di Monsummano pronto a citare in giudizio Società Autostrade

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 MONSUMMANO. Tra impegni non rispettati e una situazione al di là dei limiti della sopportazione scoppia la protesta contro Società Autostrade. Protesta di cittadini e amministrazione comunale, che annuncia il ricorso alle vie legali. Motivo del contendere le barriere fonoassorbenti: lavoro già previsto (e pure pagato dal Comune di Monsummano), ma rinviato a un futuro remoto.  Il nodo principale è la realizzazione della terza corsia. L'ampliamento dell'A11 si presenta come la "vera" discriminante in attesa dei progetti futuri, quelli auspicati dagli enti locali: casello autostradale Pieve-Montecatini, casello del Vasone (sul comune di Buggiano), barriere fonoassorbenti (sul comune di Monsummano). Società Autostrade non sembra fare sconti: prima la terza corsia, poi gli interventi collaterali per migliorare il traffico veicolare sulle strade a scorrimento veloce (e per tutelare la salute). Ma è una magra consolazione.  I cittadini e gli amministratori insorgono: «La terza corsia è un miraggio, dovremo aspettare 20 anni o forse più, Società Autostrade ci prende in giro». All'assemblea di giovedì sera alla scuola Lorenzini di Monsummano, il fronte degli amministratori pare unito, negli intenti e negli obiettivi. C'erano il sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni, la presidente della provincia Federica Fratoni, i primi cittadini di Pieve a Nievole, Massimo Alamanni, e di Buggiano, Daniele Bettarini, il vicesindaco di Montecatini Edoardo Fanucci e i consiglieri regionali Caterina Bini e Gianfranco Venturi. La Valdinievole, Pistoia e le sue ramificazioni fiorentine si muovono contro l'ente concessionario che gestisce la rete autostradale italiana. E il senatore pistoiese del Pd, Lido Scarpetti, sarà il tramite per presentare un'interrogazione urgente al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli.  Le mosse, però, non sono soltanto istituzionali. Il comune di Monsummano, infatti, darà incarico all'avvocato Enrico Paniccucci di intervenire per via legali. E, a breve, sarà istituito un comitato partecipato, dal municipio e da una delegazione di cittadini, che proverà a farsi sentire in tutte le sedi competenti. Perché le motivazioni di Autostrade Spa (portate dall'architetto Donferri) proprio non vanno giù. Perché le barriere fonoassorbenti sono, oltre che un diritto per i residenti, anche un preciso obbligo di legge. Da qui parte la discussione.  «Ci sono due convenzioni stipulate, nel 2003 e nel 2007 e un progetto esecutivo, delineato nel 2008 - ha spiegato Panicucci - già due rate per l'intervento sono state versate (50mila su un totale di 175mila), tutti documenti previsti per legge dal 1995. Abbiamo inviato lettere e missive di sollecito urgente, ma nessuno ha risposto. Ora propongono di restituirci le rate perché l'opera prioritaria è la terza corsia. Le convenzioni, però, restano e l'inosservanza degli obblighi è fonte di irresponsabilità, per questo noi faremo causa a Società Autostrade». Ci sarebbero anche i soldi, e tanti, circa un miliardo di euro già stanziati, per gestire il piano antirumore 2008/2022 in tutta la penisola. Monsummano, nella graduatoria stilata da Autostrade, si fissa all' 80º posto in Italia e al 3º in Toscana per la priorità dell'intervento. E, dicono da Roma, che «il progetto per le barriere fonoassorbenti è pronto ed è già stato consegnato all'Anas (authority di Autostrade) che non rilascia le autorizzazioni proprio in virtù della terza corsia in previsione».  La palla rimbalza. E non si ferma. Sul piatto, più che la legge, c'è la tutela della salute: il limite normativo si ferma a 65 decibel di emissione, la colonnina di via Pacinotti registra, invece, dai 75 ai 150 decibel. I danni sono uditivi ed extrauditivi (dallo stress all'aumento della pressione arteriosa, fino ai danni alla riproduzione).

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