Sicurezza
Contestate in particolare le scelte di ridurre il numero di cassonetti e di sospendere il servizio di spazzamento delle strade
Servizio peggiore e rincari nella raccolta rifiuti
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Proteste anche per la riduzione del numero dei cassonetti Interrogazione del Pd sulla riorganizzazione: Tarsu aumentata del 5% e città più sporca
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PESCIA. Il servizio è rincarato, ma, in compenso, funziona peggio: questa l'accusa contenuta nell'interrogazione presentata dal Partito Democratico e dedicata alla raccolta rifiuti. Raccolta che, sostengono i consiglieri firmatari Roi Giorgi e Antonio Abenante, deve fare i conti con tutta una serie di disagi, come il minor numero di cassonetti o lo stop allo spazzamento strade. «Dopo che la precedente amministrazione - si legge nell'interrogazione - aveva introdotto, per la prima volta in città, la raccolta differenziata con il sistema "porta a porta" (con l'obiettivo di estenderla gradualmente a tutto il territorio), con la nuova giunta abbiamo assistito ad una serie di iniziative contraddittorie e discutibili». Il primo appunto riguarda la pulizia delle strade: «È stato eliminato lo spazzamento meccanico settimanale, con un'evidente caduta della pulizia delle strade e delle piazze. La città è più sporca. Questo pensano e dicono i cittadini». Non solo: «L'aumento del 5% del costo e, quindi, della Tarsu è in realtà ben più sostanzioso del semplice adeguamento Istat, se si considera che, essendo diminuita la percentuale di copertura proveniente dalla tassa, la differenza è a carico del bilancio comunale, ovvero di tutti i cittadini». Nel mirino anche la riorganizzazione della distribuzione dei punti di raccolta: «Recentemente è stata avviata un'opera di diminuzione del numero dei cassonetti senza, ci pare di capire, un'adeguata opera di informazione dei cittadini e senza una contestuale espansione della raccolta differenziata, che deve essere sostenuta ed incentivata con un'adeguata e intelligente politica di sgravi tariffari (previsti peraltro dai regolamenti oltre che dalla legge)». «Ci vengono segnalate - chiude l'interrogazione - situazioni di assoluta rigidità e altre nelle quali sembrano prevalere altre logiche, più confacenti a un suk arabo che a una giusta politica di razionalizzazione dei costi».
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