Il dolore
In 70 vogliono l'addio
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Palazzo Ducale sede della Provincia di Lucca Adesioni al manifesto per lasciare Pistoia Tra queste anche quelle di tre ex sindaci
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PESCIA. Prime adesioni al manifesto del comitato promotore "Per Pescia verso la Provincia di Lucca". Il manifesto fa un lungo elenco delle potenzialità di sviluppo del territorio pesciatino, soprattutto in chiave turistica ma non solo. Potenzialità che, sostengono i promotori della raccolta di firme, sarebbero frenate dall'immobilismo che caratterizza la provincia di Pistoia. Sono 70, al momento, le firme raccolte, tra le diverse categorie sociali e professionali. In particolare spicca il gran numero di medici ospedalieri (il futuro del Cosma e Damiano, infatti, è uno i temi centrali per chi sostiene il distacco da Pistoia) e anche l'adesione di tre ex sindaci di Pescia, ossia Carlo Corradini, Renzo Giuntoli e Nilo Silvestri. Tra queste 70 firme dodici sono quelle di lucchesi (tra cui alcuni legati a Pescia da motivi professionali). Tra gli aderenti lucchesi il direttore del teatro del Giglio Luigi Angelini, il noto pittore Antonio Possenti, Francesco Palmieri dell'associazione Lucca Comics, gli ex assessori del Comune di Lucca Vincenzo Placido e Sauro Doroni, l'ex responsabile dell'Apt di Lucca Francesco Colucci e il medico Massimo Bulckein. Intanto però, sul fronte di chi "frena" davanti all'ipotesi di un passaggio alla Provincia di Lucca, si schiera il presidente del consiglio comunale di Pescia Oliviero Franceschi, che si pone in una posizione diversa, per esempio, da quella dell'assessore Conforti, che pure fa parte della sua stessa maggioranza. Evidentemente così come è politicamente trasversale il fronte dei favorevoli al cambio di Provincia, è trasversale anche quello di chi, all'idea, si oppone. In realtà Franceschi non è pregiudizialmente contrario all'ipotesi, e fa anche un lungo elenco dei legami tra Pescia e Lucchesia. Ma pone dei dubbi: «Non si pensi che dove Pistoia è stata assente o opportunista, la futuribile Lucca sia generosa e più prodiga di attenzioni». Il timore, secondo Franceschi, è quello di lasciare una periferia per ritrovarsi in un'altra periferia, e di veder altrettanto ignorate le necessità di Pescia, per quanto riguarda, per esempio, pubblica istruzione, sviluppo turistico, sanità, floricoltua. Necessità che, in un ipotetico passaggio nella Provincia di Lucca finirebbero per confrontarsi con un territorio più grande e, conseguentemente, con una "concorrenza interna" alla Provincia maggiore.
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