Attenzione
I malanni del cuore colpiscono 23mila persone
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Un intervento di angioplastica seguito al computer Prestazioni in crescita alla cardiologia del Cosma e Damiano, ricoveri a quota 1100
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PESCIA. Cardiologia e la riabilitazione post-operatoria in crescita all'ospedale Cosma e Damiano. Se ne è parlato ieri al convegno "Percorsi assistenziali in cardiologia riabilitativa" tenutosi nel salone storico delle terme Excelsior a Montecatini. Dal 2009 l'unità operativa di Cardiologia è certificata ISO9001-2008. L'attività che viene svolta è di 23mila prestazioni ambulatoriali, tra interni ed esterni, e circa 1100 ricoveri di cui circa 300 in Utic. I dati più significativi della degenza sono: coronografie: 600 di cui circa 450 angioplastiche; elettrostimolazione: 130 di cui 14 Icd; bassa mortalità, intorno al 3 per cento. A livello ambulatoriale: Cve per fibrillazione atriale: 230; scompenso cardiaco: 350 pazienti seguiti in stretto raccordo con Mmg; cardiologia pediatrica: 170 valutazioni globali; riabilitazione cardiologica: 140 cicli di trattamento riabilitativo. In media a Pescia vengono riabilitati oltre 100 pazienti l'anno (115 nel 2009) in prevalenza cardioperati (79 pari al 68%). Gli accessi sono sostanzialmente stabili negli ultimi 10 anni con una recente tendenza alla riduzione degli operati a vantaggio dei pazienti con sindrome coronarica acuta trattata con angioplastica coronarica, lo scompenso cardiaco rappresenta il 10% del totale. Lo scopo è di accompagnare chi "esce" da un infarto o da un intervento cardiochirurgico oppure i pazienti con scompenso cardiaco nel recupero spesso non facile di una vita normale assicurando soprattutto la continuità clinico assistenziale delle terapie. Il trattamento riabilitativo inizia, di norma, prima della dimissione nei pazienti reduci da intervento cardiochirurgico (Bypass aortocoronarico o sostituzione valvolare aortica) o in pazienti particolarmente complessi e decondizionati e viene personalizzato. Anche nell'Asl le malattie cardiache sono la prima causa di morte con percentuali superiori alla media regionale (44% nelle femmine e 40%n ei maschi) comunque negli ultimi anni, il trattamento della fase acuta di queste patologie ha registrato progressi molto significativi che hanno determinato un sostanziale aumento della sopravvivenza dei pazienti.
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