Il Tirreno

Montecatini

Bocciate le aiuole rettangolari attorno agli alberi e per i marciapiedi viene chiesto l’uso di materiali più tradizionali

Viale Martini: il progetto deve essere rivisto

Una panoramica di viale Martini dove è prevista la riqualificazione
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Una panoramica di viale Martini dove è prevista la riqualificazione

Commercianti e residenti chiedono un nuovo incontro con l'amministrazione

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 MONSUMMANO. Deve essere rivisto il progetto per il rifacimento di viale Martini. Questo l'appello lanciato dai commercianti e dai residenti del viale all'amministrazione, ricordando come non sia ancora stato convocato il secondo incontro che si sarebbe dovuto tenere ad aprile.  Tra i punti da rivedere, secondo commercianti e residenti, è quello delle aiuole previste, che dovranno essere «tante quanti i tigli, di forma rotonda o ovale, come previsto nel preliminare», e non come disegnato sul nuovo progetto, dove si descrivono aiuole rettangolari comprendenti due alberi. Una "correzione" che non piace, perché aumentando la superficie delle aiuole si finiscono per creare barriere pedonali e c'è più bisogno di lavoro per mantenerla pulita.  Ma la bocciatura principale riguarda la pavimentazione dei marciapiedi: «La prevista applicazione di conglomerati resinosi non risponde assolutamente alle attese. Già applicato in alcune rotonde in Comuni limitrofi, non siamo rimasti convinti per l'evidente sfarinamento di sassolini che produce».  «Ci sembra opportuno rimarcare - si legge nell'appello al Comune - in questa occasione storica, che noi cittadini desideriamo possa essere realizzato un viale nuovo, ove risalti la tradizione e l'estetica, e che ognuno possa dire dentro di se: finalmente un'opera ben fatta da lasciare anche alle generazioni future».  Per questo si sottolinea la necessità di prestare grande attenzione alla scelta dei materiali: «Rinnoviamo agli amministratori il suggerimento di prendere in esame l'impiego della pietra serena. Abbiamo camminato sui marciapiedi di altre cittadine toscane, dove l'elemento impiegato era la pietra, tagliata in blocchi rettangolari, scanalata a lisca di pesce, cementata e tale da dare garanzie di durata e grande stabilità». Una strada che non solo viene giudicata percorribile anche economicamente, ma necessaria per mantenere una continuità con lo storico marciapiede in pietra dell'Osteria dei Pellegrini.

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