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Una riserva naturale sulle colline per la tutela e per lo sviluppo

Un angolo dei monti dell’Alta valle del Pescia
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Un angolo dei monti dell’Alta valle del Pescia

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PESCIA. Una proposta che ha sollevato molto interesse, tranne che tra i soggetti che più avrebbero dovuto interessarsene (ossia quelli politici «dove magari si preferisce discutere di argomenti, a nostro avviso, poco più che accademici come l'eventuale passaggio della città di Pescia alla Provincia di Lucca). È quella avanzata da Legambiente Valdinievole per l'istituzione nell'Alta Valle del Pescia di una riserva naturale. Proposta che l'associazione rilancia, con una lettera indirizzata al sindaco di Pescia e al mondo politico comunale e provinciale.  «Trattandosi di uno strumento "non ordinario" di gestione del territorio - sottolinea Legambiente - l'istituzione di un'area protetta deve trarre motivazione da condizioni straordinarie di ricchezza di biodiversità e di beni naturali e culturali. Costituiscono ulteriori elementi di valutazione le eventuali condizioni di "fragilità" o minaccia che richiedono interventi di protezione attiva, e le eventuali opportunità di sviluppo socioeconomico delle aree interessate». A proposito di querst'ultimo aspetto Legambiente sottolinea come i parchi e le riserve naturali si siano dimostrate «lo strumento più efficace di conservazione della diversità biologica, e promuovono e organizzano anche una corretta fruizione pubblica dei beni naturali e culturali dei territori amministrati: secondo una stima del World Resource Institute, mentre i flussi turistici mondiali totali crescono a un tasso medio del 4.3%, il turismo naturalistico cresce ad un tasso annuo medio vicino al 20%».  Insomma, l'ipotesi area protetta, secondo Legambiente, rappresenta anche una straordinaria opportunità economica da cogliere al volo: «Alcune ricerche effettuate in Toscana hanno evidenziato come le attività di conservazione legate alle aree protette determinino variazioni positive in termini di benessere generale per l'intera comunità di riferimento. Parchi e riserve naturali, infatti, oltre a generare flussi monetari, in forma diretta e indiretta, generano un flusso di servizi intangibili (tutela del paesaggio, tutela delle risorse naturali, tutela dell'identità culturale e così via) che sono solo per una questione tecnica non hanno un prezzo di mercato. Ciò nonostante essi rappresentano a tutti gli effetti beni economici, in quanto producono benessere».  E l'Alta Valle del Pescia - sostiene Legambiente - avrebbe tutte le caratteristiche per diventare un'area protetta, su quattro possibili tipologie di habitat di interesse comunitario e regionale ben due sono collocate proprio nell'Alta valle del Pescia.  Si tratta dell'asta fluviale del torrente Pescia nel tratto fra Pontito e Castelvecchio («Per la presenza di vegetazione igrofila a dominanza di ontano nero e specie animali di rilevante interesse conservazionistico») e dell'area di Croce a Veglia («Per la presenza di un habitat di interesse prioritario a livello europeo e di varie specie rare o di particolare interesse biogeografico»).

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