Sicurezza
Si crea ununica struttura per la gestione della macchina amministrativa: un metodo per razionalizzare le spese e aumentare i finanziamenti
Arriva l'Unione dei Comuni del Montalbano
Luca Signorini
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Il palazzo comunale di Monsummano Pieve, Monsummano, Larciano e Lamporecchio potenziano i servizi condivisi
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MONSUMMANO. Non siamo ancora all'accorpamento dei Comuni, ma poco ci manca. La strada comunque è questa, e non è detto che, in chiave futuribile, il destino non possa portare a quello. Ma, intanto, quattro amministrazioni, già legate da una lunga serie di servizi in comune, hanno deciso di fare un ulteriore passo verso l'eliminazione dei confini municipali. L'idea è quella di arrivare ad un modello partecipato di gestione logistica e amministrativa chiamato "unione dei comuni". Il passaggio obbligato (entro il 30 giugno passando per l'approvazione dei consigli comunali) è quello di sottoscrivere per un altro anno le convenzioni associate relative a numerosi servizi e uffici municipali. Il percorso innovativo, annunciato dai quattro sindaci della cosiddetta Valdinievole Est (Rinaldo Vanni per Monsummano, Massimo Alamanni per Pievea Nievole, Antonio Pappalardo per Larciano e Giuseppe Chiaramonte per Lamporecchio), consentirebbe una sostanziale razionalizzazione e rifunzionalizzazione della macchina burocratica degli enti locali. A oggi sono undici le convenzioni attive (ufficio informatica, protezione civile, corpo unico della polizia municipale, Urp, risorse umane, ufficio concorsi, ufficio espropri, verifiche e controlli sull'Isee, procedimenti di concessione contributi ai privati che eliminano le barriere architettoniche, ufficio legale e servizi assicurativi) a cui si aggiungono il difensore civico (qui la gestione è di area con escluso il Comune di Montecatini), l'ufficio Suap (solo per Monsummano e Lamporecchio) e all'ufficio catasto (convenzione non ancora entrata a regime). «Questo è il progetto centrale - spiega Vanni a proposito dell'Unione dei comuni - allenterebbe i vincoli del patto di stabilità e farebbe arrivare nuovi finanziamenti statali. Abbiamo fatto una valutazione politica e una logistica e il percorso ci sembra il più giusto per rispondere alle esigenze delle comunità. Non solo non arretriamo, ma rilanciamo». Nel nuovo assetto si andrebbe a creare un organismo super partes con lineamenti e specificità che richiamano alla mente l'organizzazione di un ente consortile. Gli uomini politici (sindaci, assessori e consiglieri) perderebbero il ruolo attivo sui dettagli delle pratiche (a beneficio dei dirigenti), senza che decada alcuna competenza. In pratica, i dettagli passerebbero ai tecnici, mentre la politica (definizione degli obiettivi e valutazione dei risultati) resterebbe ai politici. «Le proroghe alle gestioni associate sono funzionali all'unione dei comuni - chiude Alamanni - i consigli comunali dovrebbero deliberare entro settembre prossimo per far partire il progetto nel 2011. La volontà che manifestiamo è in controtendenza alla questione, che qualcuno dice ancora accesa, del campanilismo».
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