Sicurezza
Sotto accusa proprietà e curatela fallimentare che non sblocca la situazione impedendo larrivo di nuovi imprenditori
Luci e ombre sul futuro delle cartiere Cdm
◗
Gli assessori provinciali presenti allincontro lucchese di ieri Ieri un nuovo incontro alla Provincia di Lucca alla presenza dei potenziali acquirenti
2 MINUTI DI LETTURA
PESCIA. Nuovo incontro sul caso Cdm, ieri a Lucca. Un incontro che è servito a fare il punto di una situazione ancora intricata, tra ombre, ma anche luci, rappresentate dall'interesse della società Rotocart a subentrare nella gestione dell'attività degli stabilimenti di Capannori, Villa Basilica e Pescia. All'incontro hanno preso parte gli assessori della Provincia di Lucca Francesco Bambini e Gabriella Pedreschi, l'assessore al lavoro della Provincia di Pistoia Roberto Fabio Cappellini, i rappresentanti di Associazione Industriali, sindacati confederali e Rsu, una delegazione di lavoratori e esponenti di Rotocart, la società che ha formalizzato proposte per subentrare nella gestione delle attività. «Nei fatti - spiega l'assessore Bambini - in presenza di stabilimenti che confermano la loro validità produttiva e a fronte di un forte interesse di altre società, le attività sono ferme, coi lavoratori in cassa integrazione da un anno. Si manifestano evidenti responsabilità di chi rappresenta la proprietà di Cdm Group, sia perché spesso non si sono presentati agli incontri, sia perché hanno assunto un atteggiamento dilatorio che non ha reso possibili intese per l'ingresso di altri imprenditori». Imprenditori che, invece, non solo hanno espresso la proposta complessiva per l'acquisizione del gruppo, ma hanno anche confermato di voler riattivare in tempi brevi la produzione del converting. Preoccupata l'assessore Pedreschi: «Anche se andasse in porto l'ipotesi dell'acquisizione da parte della Rotocart (che ha manifestato l'interesse ad acquisire i macchinari per riattivare la produzione a Capannori e Pescia), non è per niente certo che si riesca a garantire la ripresa integrale dell'attività». «Tra l'altro - dichiara l'assessore Cappellini - il comportamento di proprietà e custode giudiziale ci fa rimanere perplessi di fronte alla dimostrata disponibilità di istituzioni, sindacati, associazioni di categoria e lavoratori. Siamo preoccupati per la sorte dei lavoratori. Se la proprietà non è in grado di garantire l'assetto attuale, lasci spazio ad altri imprenditori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
