Finanza
Chiodi per fermare il derby
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Le tribune della stadio Idilio Cei ieri durante il derby con la LampoSparsi di notte sul campo 11 chili di grosse bullette
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LARCIANO. I soliti ignoti stavolta hanno avuto più fantasia del solito. E approfittando del buio della notte, anziché svaligiare una casa o una villa, si sono introdotti in uno stadio. L'Idilio Cei di Larciano. O forse è bastato arrampicarsi sulla collinetta che sovrasta un lato corto del campo. È da lì che probabilmente hanno gettato in campo undici chili di chiodi da carpentiere. Della lunghezza di 6 centimetri ciascuno. Lo scopo degli autori del gesto in campo era quello di danneggiare la Larcianese, la squadra di casa, ma forse anche la Lampo, la formazione di Lamporecchio che ieri è stata impegnata nel classico derby del calcio valdinievolino. Ma forse qualcuno non voleva si giocasse, o che almeno fosse disturbata una gara attesa da anni. Addirittura 18, un'eternità a separare due città e due tifoserie confinanti: ieri per la semifinale d'andata dei playoff per l'accesso in Eccellenza allo stadio c'erano due paesi interi. Seicento spettatori festosi a tifare con semplicità e passione. Una domenica come tante alla fine, senza colpi di scena, solo perché ieri mattina i custodi dello stadio Cei hanno ripulito il campo sportivo dai chiodi, gettati a mazzetti un po' qua e un po' là, permettendo il regolare svolgimento della partita. L'Us Larcianese Calcio ha sporto anche denuncia contro ignoti ai carabinieri. La sezione di Larciano è intervenuta allo stadio e ha sequestrato gli undici chili di chiodi. Increduli i dirigenti delle due formazioni, che non hanno avuto screzi tra loro negli ultimi mesi. E nemmeno con altre società, giurano quasi in coro. «Il campo era cosparso di chiodi - dice presidente della Larcianese, società dal passato glorioso in serie D, Sandro Beneforti - tanti e grossi, di quelli che si usano nei cantieri. Un modo inequivocabile di farci capire che la partita non doveva essere giocata». Un dispetto? Forse qualcosa in più, anche se alla fine il tutto può passare quasi come uno scherzo notturno. Il retroscena oltre tutto è degno di un film di Alvaro Vitali. Un tifoso che chiama a poche ore dello spargimento di chiodi al Bar Centrale di Larciano, dove vanno di solito i dirigenti di casa, per annunciare la bravata. «Chiamo da Monsummano, domani non vi faremo giocare», avrebbe detto la voce dall'altro capo del filo. «Ma solo perché abbiamo eliminato il Monsummano la scorsa settimana, non vuol dire sia stato un loro tifoso», dice ancora il presidente. I carabinieri stanno indagando sull'accaduto per capire chi possa essere stato a lanciare gli oltre dieci chili di chiodi nel campo sportivo. Quello che è certo che ieri la partita si è giocata. È finita 1-0 per la Larcianese. E non ci sono stati episodi "pungenti". Per quello sono bastati i chiodi.
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