La manifestazione
«Vendere? Prima parliamone»
La Cgil chiede la verifica del piano industriale
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MONTECATINI. «E' imprescindibile riverificare il piano industriale, con la massima chiarezza, trasparenza e, se possibile, onestà». Così la Cgil sulle comunicazioni dell'amministratore delle Terme, Giovanni Fiori, a proposito della richesta di dismissione di immobili per far fronte alle spese per gli investimenti ma anche per la cassa. Dopo i consensi, praticamente unanimi, della politica locale, dunque, arrivano le prime spine. Cgil. «Purtroppo - scrive il sindacato - apprendiamo solo dalla stampa notizie che riguardano la vita e il futuro dell'azienda, dei suoi lavoratori, del suo indotto, della città e della Valdinievole. Nell'esprimere forte preoccupazione e sconcerto innanzitutto per il metodo, per l'assenza cioè di un preventivo confronto con i sindacati (che sempre, insieme ai lavoratori, si sono impegnati in modo costruttivo), riteniamo punto indispensabile un immediato confronto con Comune e Regione». Un problema di metodo dunque, che è poi anche sostanza. Ma anche un problema di merito. «Si preannuncia - sottolnea la Cgil - di fare ciò che si era sempre detto di non voler fare: la (s)vendita dei gioielli di famiglia, di quell'imponente patrimonio immobiliare che rappresenta l'unica garanzia finanziaria a fronte delle incertezze sul rilancio. "Indispensabile la cessione dei beni per completare i fabbisogni di cassa" è quanto si è appreso. Ma come tali cessioni siano anche funzionali alla realizzazione del progetto di rilancio e ridisegno della città, e delle sue terme, è ancora un mistero. Quale la destinazione d'uso per gli immobili che verranno alienati, quali i vincoli per gli acquirenti, quali certezze in ordine alla sufficienza di tale operazione per completare il progetto stesso di rilancio?». La Destra. Sull'argomento interviene anche La Destra di Montecatini, sottolineando che «la situazione debitoria della società è sempre più pesante. Senza contare che la situazione sarebbe ancora peggiore se, a suo tempo, il consiglio dell'Immobiliare non si fosse opposto al pagamento milionario agli "ascolani". Come più volte sostenuto da La Destra, l'unica strada percorribile sembra quella della dismissione di proprietà non strategiche». A tal proposito però «sarebbe opportuno conoscere un progetto davvero definitivo di "cosa" dovranno davvero essere le Terme, e in che "anno" dovranno diventarlo. Un siffatto progetto dovrà infatti essere condiviso e sottoscritto da tutti». «Perché - continua - vendere ciò che è "a reddito" come Panteraie e Cascina e non ciò che non rende ma costa? E' stato valutato quanto di ciò che verrà incassato verrà "ingoiato" da ipoteche e imposte per l'adeguamento dei valori catastali? Certo, per sperare che gli immobili possano essere appetibili sarà necessario che il Comune, alla buon'ora, licenzi quello che una volta si chiamava piano regolatore».
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