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Montecatini

"Dalla parte di Fanciullacci"

La copertina del libro di Mandarano
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La copertina del libro di Mandarano

Stasera a Pieve si presenta il libro dell'avvocato Mandarano dedicato alla figura del partigiano al centro di mille polemiche

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 PIEVE A NIEVOLE. Ci sono voluti due anni per mettere insieme le carte del processo, per raccogliere i documenti che rendono giustizia alla figura del "compagno Bruno", una delle più discusse della Resistenza italiana, per essersi macchiata del sangue di un fascista illustre come il filosofo Giovanni Gentile. Ma il processo descritto dall'avvocato Francesco Mandarano nel suo libro "Dalla parte di Bruno Fanciullacci", ha a che vedere solo in parte con i fatti della Resistenza perché si richiama a un tema più attuale: l'assoluzione, nel 2007, di Achille Totaro, allora consigliere di Alleanza nazionale in Comune a Firenze, per aver pronunciato dieci anni fa le parole "Onore a Gentile, Fanciullacci assassino".  Scavando tra gli atti giudiziari e le carte delle sentenze, Mandarano arriverà, nel suo libro, ad assolvere Fanciullacci dalle colpe della storia perché l'ordine di sparare a Gentile l'aveva ricevuto dall'alto. E a rovesciare la tesi dell'innocenza di Totaro.  Così come, d'altra parte, hanno fatto anche i giudici della corte d'Appello di Firenze l'8 maggio dello scorso anno, dichiarando sì prescritto il reato di diffamazione ma condannando Totaro al risarcimento dei danni in favore dei familiari di Fanciullacci (parte civile nel processo), un risarcimento simbolico di un euro.  Il volume dell'avvocato Mandarano, del foro di Prato, sarà presentato questa sera alle ore 21 nella biblioteca comunale di Pieve e Nievole, in via Marconi. Oltre all'autore, ci saranno l'assessore alla Cultura Iana Lari, il segretario dell'Anpi provinciale Luciano Lusvardi, Fabio Giannelli, direttore dell'Istututo storico della Resistenza di Pistoia. Seguirà un dibattito sulla Resistenza oggi.  Appassionato di storia, l'avvocato Mandarano coglie l'occasione della presentazione del suo libro anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, puntando il dito contro il quotidiano Libero, quand'era diretto da Vittorio Feltri.  «In dieci anni - accusa riferendosi al processo Totaro - il quotidiano ha fatto da cassa di risonanza alla tesi di Totaro, osannando Gentile come un grande uomo, un uomo anziano barbaramente assassinato. I fascisti non sono mai stati a guardare l'età di coloro che hanno ucciso. Attaccare Fanciullacci così significa attaccare tutta la Resistenza. Quando il 29 giugno 2007 Totaro fu assolto, il giornale della famiglia del presidente del consiglio, fece paginate. Quando, invece, l'8 maggio 2009 è stato condannato al risarcimento hanno scritto di sentenza politica e toghe rosse».

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