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Montecatini

Un progetto da cinque milioni per proteggere il Padule da siccità e interramento

Una suggestiva immagine del Padule di Fucecchio
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Una suggestiva immagine del Padule di Fucecchio

Manca solo l'ulteriore approvazione in Provincia per il piano elaborato dal Consorzio coinvolgendo cittadini e associazioni

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 PONTE BUGGIANESE. È oramai completo e attende soltanto di un ulteriore approvazione in Provincia il progetto per la riqualificazione del Padule di Fucecchio. Si tratta di un'opera da 5 milioni di euro, fondi ministeriali, finalizzata alla salvaguardia e al mantenimento dell'habitat di tutta la zona palustre, anche in vista della costituzione del nuovo depuratore. Il progetto è il frutto del lavoro del Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio.  Grazie agli studi effettuati da tecnici ed esperti il Consorzio ha potuto evidenziare alcune criticità a cui si potrà porre rimedio attraverso i lavori. In particolare il problema a cui si vuol sopperire è la prolungata carenza idrica del Padule in alcuni mesi dell'anno e il progressivo interramento, due condizioni che costituiscono una minaccia per il mantenimento dell'ambiente palustre con la sua preziosa flora e la sua fauna.  Ieri, in occasione della presentazione del progetto, sono stati positivi i commenti dell'assessore alle aree protette della Provincia Rino Fragai sul percorso che ha portato alla realizzazione di questo piano, frutto di un lavoro che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti interessati: istituzioni, cittadini, associazioni venatorie e ambientaliste.  «Siamo finalmente entrati nella fase operativa - ha detto Fragai - di questo percorso che ci ha impegnato in una ferrata discussione sia sull'impianto di depurazione che sugli interventi di naturalizzazione, in cui rientra appunto questo progetto da cinque milioni di euro. Si tratta di interventi di compensazione e mitigazione del territorio, che si è preso l'onere di ospitare l'impianto di depurazione».  «Siamo riusciti - continua Roberto Fambrini, direttore del Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio - ad affrontare due questioni fondamentali: mantenere il Padule come cassa di esondazione e come zona umida».  Gli interventi si concretizzeranno nella costituzione di vari bacini a sé stanti, collegati da una serie di calle, attraverso le quali sarà possibile mantenere i livelli d'acqua adeguati.  «Questi interventi, insieme ad altri di valorizzazione ambientale - continua Fambrini - permetteranno di rendere nuovamente il Padule un'importante meta turistica». Il bando per l'affidamento dei lavori verrà emanato in estate, mentre per l'inizio dei lavori si dovrà attendere la prossima primavera per l'impossibilità di intervenire durante la stagione invernale.  Fra i primi interventi previsti quello sul Pescia di Collodi e la costituzione di un bacino a Castelmartini (Paduletta di Ramona), che costituirà anche un'importante riserva d'acqua da utilizzare contro gli incendi. I lavori dovrebbero concludersi nel giro di un anno e mezzo, in base alle possibilità concesse dal livello delle acque e si svolgeranno con la consulenza dell'Università di Firenze.

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