Il Tirreno

Montecatini

«Proposta di legge migliorabile»

Luca Signorini

La lista di Sartoni interviene sul futuro casinò

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 MONTECATINI. Si torna a parlare di casinò e del futuro di Montecatini a livello turistico. A farlo è la lista civica capeggiata da Alessandro Sartoni. «Vi abbiamo convocato per discutere della questione del casinò, o del no casinò». Con queste parole, velate di una certa incertezza e perplessità, il coordinatore della lista civica Movimento per Montecatini, Alessandro Sartoni, nata da pochi mesi, insieme ai militanti Marco Bonaccorsi e Rino Alberti, è intervenuto su un tema che da una trentina d'anni è presente sulle agende di amministratori e consiglieri montecatinesi.  Lo spunto è rappresentato dal nuovo disegno di legge del 28 gennaio scorso, pubblicato dall'Espresso e firmato dal ministro del Turismo Michela Brambilla, che prevede la creazione in Italia di 40 nuove sale da gioco, quelle tradizionali, con roulette, black jack, slot machine e tavoli verdi. «La proposta di legge ci sembra migliorabile - esordisce Bonaccorsi - chiediamo all'amministrazione di interessarsi e far valere la propria posizione».  Bonaccorsi ha proseguito. «Il ministro intenderebbe inserire il casinò in un hotel a cinque stelle, dando la titolarità dello spazio ad un ente pubblico (comune, provincia, regione, nel nostro caso anche Terme) per poi far entrare nella società un'azienda privata, lasciando le quote di minoranza ad altre aziende. Questa è la porta per far entrare nuovi alberghi nella gestione della sala?».  In pratica, il modello pensato da Roma porterebbe ad una commistione tra pubblico e privato, con l'ente pubblico che dovrà detenere la quota maggioritaria (51%) lasciando quote minori ad altre società (una nuova partecipata?).  «Abbiamo alcuni dubbi sul ddl - attacca Sartoni - apprezziamo comunque il tentativo, vedremo se l'interesse del governo porterà ai fatti. La compartecipazione mista ci convince poco, così come ci pare una sciocchezza il comma 12, non per quanto riguarda la tipologia di casinò, intesa nel modello tradizionale, che ci allineerebbe alle realtà europee, ma in riferimento all'accesso alla sala da gioco. Il documento infatti prevede che l'accesso sia limitato ai soli ospiti dell'albergo dove ha sede il casinò, una vera forzatura, nessun'altro, secondo il ddl, potrà sedersi ai tavoli e giocare, né i turisti ospitati nelle altre strutture ricettive di una zona, né tantomeno i residenti, se non pernotteranno nell'hotel a 5 stelle, dei comuni limitrofi a quello dove si trova la sala da gioco. Ecco, se vogliamo il casinò come strumento per rilanciare l'offerta turistica, non è certo questo il percorso da seguire, la selezione dovrà farla, all'ingresso, la società che gestisce lo spazio».  C'è poi una nuova opzione, al vaglio del consiglio comunale di lunedì sera, che porta ad altre nette prese di posizione: «Le sale slot da installare in varie zone della città, vedi stabilimento Excelsior - continua Sartoni - sono delle sciocchezze, non servono a niente, sono macchinette mangia soldi che non porteranno nuovo turismo». Quello che chiede la lista civica a sindaco e giunta, è «far sentire la propria voce e tendere orecchi in seno al governo nazionale per delineare una proposta migliore».

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