Trasporti
Mega discarica tra case e vivai
Tiziana Gori
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Alcuni rifiuti accatastati e una veduta aerea dellarea ridotta a discarica Imprenditore sarà costretto ad eseguire la bonifica
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PONTE BUGGIANESE. C'era di tutto in quella discarica: macchinari dismessi, quadri elettrici, scarti ferrosi, poltrone, copertoni. Anche 5 cisterne e 33 fusti contenenti vernici e liquidi che saranno controllati nei prossimi giorni dall'Arpat. È di 1700 metri quadrati la discarica scoperta dalla Finanza ad Albinatico. L'imprenditore che aveva preso in affitto l'area dovrà, come previsto dalle nuove normative in materia ambientale, provvedere di persona alla bonifica. «È una legge entrata in vigore nel 2006 - spiega il comandante provinciale della Guardia di finanza, colonnello Massimo Prisco - e obbliga i responsabili del reato di inquinamento ambientale a provvedere a proprie spese alla rimozione dei rifiuti e alla bonifica dell'area. Spetterà al Comune di Ponte Buggianese emettere un 'ordinanza nei confronti dell'imprenditore per pretendere il ripristino della situazione». Cosa rischia. L'imprenditore in questione è titolare di un 'azienda locale che opera nel settore industriale, più specificatamente nella fabbricazione di macchinari. Originario di Firenze, risiede da molti anni a Montecatini. «Secondo quanto previsto dal Decreto legislativo n. 152/2006, più noto come legge ambientale, l'imprenditore è stato segnalato alla Procura della Repubblica per il reato, di natura contravvenzionale, di inquinamento ambientale. Rischia da 3 mesi a 1 anno di carcere e un'ammenda da 2.600 a 26mila euro». Se non fosse in grado di provvedere personalmente alla rimozione dei rifiuti, dovrà pensarci il Comune (a spese dei cittadini). L'amministrazione avrà poi comunque il diritto di rivalersi sull'imprenditore. Com'è stata scoperta la mega discarica. Nei giorni scorsi la Finanza di Montecatini, coordinata dal capitano Claudio Valentini, ha organizzato una serie di controlli in collaborazione con il servizio aereo. Ed è stato l'elicottero con a bordo il maresciallo Alessandro Carbonari e il finanziere scelto Giuseppina Ensabella, della Sezione aeree manovra di Pisa, ad individuare, dall'alto, quell'ammasso di ferrovecchi, mobili e cisterne disseminati su un'ampia porzione di terreno tra i vivai e le case di Albinatico. «Piuttosto vicino alle case - commenta Prisco - Difatti ci stupisce non aver ricevuto segnalazioni dai residenti». Tra i rifiuti anche 33 fusti con vernici e liquidi non ancora identificati. Spetterà all'Arpat stabilire se sono nocivi e se c'è stato inquinamento del sottosuolo e delle falde acquifere. Le spiegazioni dell'imprenditore. L'uomo ha preso in locazione l'area da un residente della zona. «Ha spiegato che è un 'area in cui lavora, che i materiali lì presenti sono stati ritirati da altre aziende e che lui ne riutilizza alcune parti per la sua attività. Una spiegazione francamente poco convincente considerato lo stato dei materiali ritrovati». Più semplicemente, è l'ipotesi della Finanza, ha voluto risparmiare sui costi di smaltimento degli oggetti che non utilizzava. «Pagare il canone di locazione di un terreno agricolo ha un costo minore del conferimento in discarica di rifiuti ingombranti e pericolosi».
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