Il Tirreno

Montecatini

Destino in forse per la Cdm

Francesca Maltagliati
Alcuni dipendenti dalla Cdm
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Alcuni dipendenti dalla Cdm

Ancora in cassa integrazione 160 lavoratori dell'azienda cartiera

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PESCIA. Non ci sono buone notizie per i quasi duecento operai della Cdm, che fino a un anno fa lavoravano nei vari stabilimenti del gruppo cartario, uno di cui situato in zona Castellare a Pescia. Dopo il fallimento di una delle società controllate dal gruppo, avvenuto nel gennaio scorso, si sperava che subentrassero il prima possibile nuovi imprenditori disposti ad acquisire gli stabilimenti e a far ripartire la produzione.

Ma così ancora non è stato, nonostante le varie offerte che in questi mesi sono arrivate da più di una società. La vicenda della Cdm ha inizio un anno fa quando il proprietario, Antonio Pieri, decide di vendere il 75% delle azioni del gruppo ad una società londinese, la Vecafin Ltd. Quest'ultima, invece di pagare la quota dovuta, fece sparire oltre un milione di euro dai conti societari.

Da qui seguirono controlli da parte delle autorità che rilevarono l'impossibilità di risalire ai proprietari della società di Londra: e allora ci fu prima il blocco dei finanziamenti da parte delle banche, che in base alla normativa antiriciclaggio non possono erogare fondi a società anonime, poi il sequestro cautelativo delle azioni della Vecafin da parte della magistratura e la nomina di un custode giudiziario. I tentativi seguenti di trovare imprenditori disposti ad affittare dei rami aziendali o anche disposti a comprare le azioni sono miseramente falliti a causa di difficoltà nel trovare un accordo, ma anche a causa dell'inspiegabile assenza sia di Antonio Pieri, divenuto socio di minoranza, che del curatore giudiziale, il dottor Marco Sala, agli incontri organizzati fra l'azienda, le istituzioni e i sindacati. Un comportamento che più volte è stato stigmatizzato e che tutt'oggi resta senza risposta.

Non essendoci alternative si è quindi giunti al fallimento della Paper, una delle due società che fanno capo al Gruppo Cdm, gestrice degli stabilimenti cartotecnici che si trovano a Pescia e a Salanetti. Resta tutt'oggi ancora in forse il destino della Cartiera della Madonnina. A fare le spese di tutta questa situazione, che appare sempre più ingarbugliata, sono naturalmente i centosessanta lavoratori del gruppo.

«Gli operai sono in cassa integrazione - dice Valter Bartolini, esponente della Cgil - anche se stiamo attendendo il decreto ministeriale che però siamo sicuri presto arriverà. Nel frattempo è stato firmato un protocollo con Fidi Toscana e Regione che ci ha permesso di avere l'anticipo dei mesi di febbraio, marzo e aprile. Adesso stiamo lavorando per avere un nuovo incontro con le istituzioni, il curatore fallimentare della Paper e i custodi giudiziari. Speriamo di riuscirci quanto prima anche perché c'è una società già operante nel settore che ha formalizzato una proposta d'affitto e che ha ricevuto un giudizio positivo dal tribunale». Un'opportunità per far ripartire la produzione e far tornare al lavoro gli operai, la cui cassa integrazione scadrà a gennaio 2011.

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